Secondo quanto riportato dal quotidiano Corriere della Sera, la Corte Costituzionale francese ha annullato la legge che vietava l'accesso ai social media ai minori di 15 anni, considerandola una "limitazione sproporzionata e non necessaria alla libertà di espressione e di comunicazione". I giudici hanno sottolineato che il testo non offriva sufficienti garanzie per la tutela della privacy degli utenti nel meccanismo di verifica dell'età. Hanno inoltre rilevato che la norma poteva riguardare piattaforme per le quali non erano stati dimostrati rischi per la salute e la sicurezza degli adolescenti e che non prevedeva la possibilità per i genitori di autorizzare i propri figli all'utilizzo di determinati servizi.
La decisione rappresenta un duro colpo per Emmanuel Macron, che aveva fatto della tutela dei minori online uno dei punti cardine della fase finale del suo mandato. Il presidente ha già chiesto al primo ministro Sébastien Lecornu di riscrivere la legge tenendo conto delle osservazioni del Consiglio costituzionale. L'Eliseo vuole approvare una nuova legge prima della primavera del 2027, quando la Francia terrà le elezioni presidenziali. Con questa decisione, il Paese non potrà, almeno per ora, adottare il diritto di veto già in vigore in Australia.
La proposta è nata da un'inchiesta parlamentare sugli effetti psicologici di TikTok sui minori e prevedeva persino un "coprifuoco digitale" per gli adolescenti dai 15 ai 18 anni, nonché il divieto di utilizzo dei cellulari nelle scuole superiori.
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Leggi l'articolo originale in italiano su Corriere della Sera.
La Corte Suprema ha ribadito: la cittadinanza nasce con la persona.
- Si è aperto un nuovo fronte legale
- È ancora possibile presentare le istanze.
- Valutazione individuale prima di qualsiasi decisione.







































