Secondo il quotidiano Corriere della Sera, la Germania si appresta ad approvare un'ampia riforma del suo sistema pensionistico. Il cancelliere Friedrich Merz, accogliendo le conclusioni di una commissione speciale, intende aggiungere al sistema pubblico a ripartizione una componente di capitalizzazione, gestita da specialisti in gestione patrimoniale, al fine di incrementare i rendimenti dei risparmi previdenziali per i lavoratori più giovani. Sono previste gare d'appalto europee, aperte anche a candidati stranieri, tra cui aziende italiane.
Il punto politicamente più delicato è l'aumento progressivo e obbligatorio dei contributi, fino al 2% della retribuzione lorda, metà a carico delle aziende e metà a carico dei lavoratori. La riforma prevede inoltre l'adeguamento dell'età pensionabile all'aumento dell'aspettativa di vita, con l'obiettivo di raggiungere i 67 anni nel 2041, oltre a una riduzione dei pensionamenti anticipati e a maggiori garanzie sul valore delle future prestazioni.
L'articolo del Corriere sottolinea che, nel caso tedesco, la modifica riguarda il primo pilastro, quello pubblico e obbligatorio. Luigi Marattin, segretario del Partito Liberal Democratico, afferma che l'Italia ha fatto qualcosa di simile, destinando automaticamente il "Trattamento di fine rapporto" dei neoassunti ai piani pensionistici integrativi, e critica ulteriori ritardi nell'adeguamento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita.
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Leggi l'articolo originale in italiano su Corriere della Sera.
La Corte Suprema ha ribadito: la cittadinanza nasce con la persona.
- Si è aperto un nuovo fronte legale
- È ancora possibile presentare le istanze.
- Valutazione individuale prima di qualsiasi decisione.







































