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Stile di vita

L'Italia è sempre più un Paese di anziani, rileva Annuario

L’Italia è sempre più un Paese anziano

Nonostante l’invecchiamento, il 70,1% della popolazione afferma di sentirsi molto bene con la propria salute.

L'Italia è sempre più un Paese anziano, ma che gode della sua situazione di salute e benessere, è quanto rileva giovedì (2016) l'Annuario 29 dell'Istituto italiano di statistica (Istat). Il documento utilizza i dati più recenti in ciascuna categoria, il che significa che alcune informazioni risalgono al 2015 e altre al 2016.

Secondo i dati rilevati fino al 31 dicembre 2015, ogni 161,4 giovani vi erano 65 persone con più di 100 anni, un aumento notevole, dato che l'anno precedente, 2014, questo rapporto era di 100 ogni 157,7. Di conseguenza, gli italiani sono ai primi posti nella classifica dell'Unione Europea, insieme alla Germania, nel processo di invecchiamento della popolazione.

A livello regionale, la Liguria ha il maggior numero di anziani (246,5 ogni 100 giovani) e la Campania è la più “gioviale” (117,3 ogni 100). In entrambi i casi, però, il valore è superiore a quello dell’anno precedente.

Sempre a questo proposito, il numero delle nascite continua a diminuire: considerando i dati finora riferiti al 485.780, i bambini sono 2016. La differenza tra nascite e morti mostra ancora una volta un tasso più elevato per questi ultimi, con un “gap” di 161.791.

Inoltre, per la prima volta, l'Italia ha registrato un calo della speranza di vita della sua popolazione: le donne sono scese da 85 a 84,7 anni in media e gli uomini da 80,3 a 80,1 anni.

Tuttavia, nonostante il rapido invecchiamento, il 70,1% della popolazione italiana afferma di sentirsi molto bene con la propria salute, soprattutto nella regione settentrionale del Paese, anche se il 39,1% ha rivelato di avere una malattia cronica.

Questa percezione è più positiva tra gli uomini (73,9%) che tra le donne (66,4%) e le regioni di Bolzano (84,5%), Trento (78,5%) ed Emilia-Romagna (73,5%) presentano i tassi migliori.

Chi vive in Calabria (62,1%) e Sardegna (63%) considera meno positivamente la propria salute.

La cosa più interessante è che, pur considerando la propria salute migliore, sempre più italiani hanno iniziato a fumare, invertendo il declino degli ultimi anni. Secondo l'Istat, un giovane su tre tra i 25 ei 34 anni fuma, soprattutto tra gli uomini. L'Annuario rivela che, però, in questa fascia di età fumano sempre meno: fuma solo il 15,1% contro il 24,8%.

Se la salute è buona, però, le maggiori preoccupazioni degli italiani ricadono sulla criminalità. Questo perché è aumentata la percezione di insicurezza tra le famiglie – quattro su 10 si dichiarano insicure – anche se il documento evidenzia un calo del 2,7% del numero di reati commessi nel Paese.

Lavoro, reddito e studio 

“Sommando i disoccupati alla forza lavoro potenziale, ci sono 6,5 milioni di persone che vorrebbero lavorare”, rileva l'Istat, rilevando piccoli segnali di miglioramento dell'economia italiana. In totale, anche con dati non ancora definitivi per il 2016, si registra un aumento di 186mila posti di lavoro.

Considerando i dati del 2015, diminuisce il numero delle famiglie che possiedono la casa in cui vivono – dall'81,5% nel 2014 all'81% nel 2015 – e che hanno l'abitazione ipotecata (dal 19,3% al 17,7%).

L'Istat rileva inoltre che il 18% delle famiglie paga l'affitto e che, in media, la spesa è di 430,56 euro – ma questo valore sale a una media di 506,55 euro nel Nord Ovest e scende a 260,77 euro nelle Isole.

Considerando l’anno 2016, “le famiglie continuano ad avere difficoltà ad accedere a molti servizi di pubblica utilità, in particolare ai pronto soccorso (55,5%)”, seguiti dalle forze dell’ordine (36,4%), dagli uffici comunali (34,1%), dai supermercati (28,5%) e uffici postali (25,6%).

Sul fronte degli studi, diminuiscono per il quinto anno consecutivo gli iscritti al sistema scolastico, ma aumenta il livello di studio degli italiani. Nell'anno scolastico 2014/2015 si è registrato un calo del numero di alunni di 34.426 rispetto al 2013/2014, soprattutto nell'educazione della prima infanzia (-26.845).

Questa diminuzione è direttamente collegata al calo demografico del Paese, che non è stato sufficientemente compensato dall'arrivo di studenti stranieri, aumentati del 9,2% (814.208 studenti). E sono proprio le scuole del nord e del centro del Paese ad accogliere maggiormente gli stranieri.

Il livello di istruzione della popolazione italiana è in costante aumento negli ultimi anni. Nel 2015, tre persone su 10 hanno conseguito un titolo di studio superiore o un diploma (35,6%), un numero stabile rispetto al 2014, mentre la percentuale di coloro che hanno un titolo di studio superiore è aumentata dal 12,7% al 13,1%.

Tuttavia, un fatto negativo per quanto riguarda l'istruzione è che è diminuito il numero di persone che cercano di proseguire gli studi una volta terminato un corso universitario. E l'Annuario conferma che, tra chi decide di continuare a migliorarsi, sono le donne quelle che più ricercano queste specializzazioni: sono 55 donne ogni 100 studentesse.

cibo

Dall'Annuario dell'Istat emerge che gli italiani sono ancora lontani dall'utilizzare il modello del fast food per mangiare.

Il pranzo nel 2016 è ancora considerato il pasto più importante della giornata dal 66,6% della popolazione e viene consumato in casa (72,7%).

I residenti nel Sud del Paese e nelle Isole consumano più pasti a casa (rispettivamente 82,8% e 83,1%) e meno nel Nord-Ovest (64,3%).

Dai dati emerge anche che l'81,7% della popolazione ha l'abitudine di fare una colazione “vera”, cioè non solo caffè o tè, ma consumare cibi ricchi di nutrienti, come latte e derivati, pane e biscotti.

Politica

Anche se agli italiani piace parlare di politica, pochissimi partecipano alla vita di partito o ad iniziative come raduni o marce.

Considerando la popolazione di età superiore ai 14 anni, “solo il 4,3% ha partecipato a cortei e solo lo 0,8% ha svolto attività gratuita per un partito”. Sempre sulla questione politica, l'1,5% della popolazione ha dichiarato di aver contribuito economicamente ad una sigla e il 3,6% ha partecipato ad almeno una manifestazione.

“Una parte molto più ampia della popolazione partecipa indirettamente. Il 65,4% delle persone di 14 anni e più parla di politica”, con il 36,7% che parla “almeno una volta alla settimana” e il 28,7% “una volta al mese”.

Ancora più alta è la percentuale di italiani che si informano sulla situazione politica attuale: il 74,1% dichiara di seguire frequentemente l'argomento.

Trasporto

Sede di alcuni dei marchi più famosi del settore automobilistico, gli italiani continuano a optare per l'auto come principale mezzo di trasporto.

Secondo l'Istat, il 68,9% utilizza un mezzo privato per andare al lavoro e il 37,3% degli studenti utilizza l'auto come conducente o passeggero. Solo l'11% utilizza gli autobus noleggiati per andare a scuola o all'università e il 13,1% prende il treno o l'autobus.

Moto e bicicletta sono all'ultimo posto tra le scelte degli italiani: solo il 3,6% usa le prime e il 3,7% usa la bici per spostarsi.

Turismo e Viaggi

Nel 58 gli italiani hanno effettuato 340,5 milioni di viaggi e 2015 milioni di “pernottamenti” in alberghi dentro e fuori territorio, rileva l'Annuario. Rispetto ai dati del 2014 il numero è rimasto stabile, ma il calo rispetto al 2011 è notevole: quell’anno ci furono 93 milioni di viaggi per 493 milioni di pernottamenti.

Nel corso del 2015 i viaggi per vacanza – sette volte superiori a quelli per lavoro – sono durati quattro giorni o più e si sono concentrati nel periodo estivo (60%). I viaggi brevi, che ammontano a 24,3 milioni, sono aumentati per la prima volta dal 2009.

Il settore alberghiero e ricettivo in Italia è cresciuto nel 4,4 del 2015%, con un'incidenza dei turisti provenienti dall'estero superiore alla media europea.

da Agenzia ANSA

 

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