Migliaia di bambini nati all'estero da genitori italiani riconosciuti per discendenza rischiano di perdere il diritto alla cittadinanza italiana. Ciò è dovuto ai ritardi in diversi comuni nella trascrizione degli atti di nascita, anche dopo le sentenze dei tribunali.
Il problema ha bloccato un passaggio cruciale: l'aggiornamento degli indirizzi presso il consolato tramite l'AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero). Di conseguenza, molti genitori non hanno potuto registrare i propri figli secondo la vecchia normativa.
Nuova scadenza più breve di quanto promesso
La nuova legge, in vigore dal 24 maggio 2025, stabilisce che la cittadinanza può essere trasmessa solo tramite un dichiarazione formale entro il 31 maggio 2026Il governo ha promesso una scadenza di un anno, ma i consolati – incredibilmente – gli appuntamenti non sono ancora iniziati.
A causa della lentezza dei comuni, molte famiglie non sono riuscite a completare le fasi precedenti e ora vedono il tempo stringersi. In pratica, i loro figli perdono il diritto automatico a riconoscimento della cittadinanza per sangue (jus sanguinis) e diventare dipendenti da un concessione amministrativa, con requisiti più rigorosi.
Possibilità di ricorso giurisdizionale
Di fronte alla situazione, il consulente Reginaldo Maia, di Beata cittadinanza — una società specializzata nei processi di cittadinanza italiana — consiglia ai genitori di presentare una causa in CATRAME (Tribunale Amministrativo Regionale), il tribunale amministrativo regionale d'Italia.
"Un minore non può essere penalizzato per una mancanza del Comune. Se il ritardo è stato causato dal Comune, è responsabilità dello Stato italiano garantire questo diritto", afferma Maia.
La raccomandazione si applica alle famiglie che hanno già presentato le trascrizioni dei loro certificati di nascita ma non hanno ancora ricevuto risposta. Secondo l'esperto, questa azione può accelerare il processo e preservare il diritto del bambino alla cittadinanza per discendenza.
"A Roma, ad esempio, abbiamo famiglie che aspettano da più di 18 mesi la trascrizione del certificato di nascita. Molti bambini sono nati in questo lasso di tempo", aggiunge.
La cittadinanza concessa ha delle limitazioni
Se il termine non viene rispettato, i minori potranno comunque ottenere la cittadinanza italiana, ma per concessione, e non tramite riconoscimento automatico. Questo percorso richiede residenza legale dei genitori e del minore in Italia da almeno due anni.
In futuro potrebbe essere richiesta anche la prova del reddito e della conoscenza della lingua italiana.
Pertanto, la raccomandazione dell'esperto è di agire il prima possibile. Nonostante la lentezza dell'azione municipale e la disorganizzazione consolare, è essenziale raccogliere la documentazione e mantenere i contatti con il consolato competente.
"L'importante è produrre prove. Inviare email e lettere raccomandate per richiedere assistenza. Data la storia del servizio consolare, è molto probabile che i genitori dovranno far valere questo diritto per vie legali." Allerta Maia.
Vuoi saperne di più sul servizio di azioni legali per i figli minorenni? Clicca qui










































