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Cittadinanza

La sentenza di Venezia consente l'intervento sui minori anche dopo la nuova legge sulla cittadinanza.

Scopri come il giudice ha consentito l'intervento di un minore dopo la legge 74/2025 e ha riconosciuto la tutela giuridica in un processo di cittadinanza.

La sentenza di Venezia garantisce l'intervento per i minori anche dopo la legge 74/2025
La sentenza di Venezia garantisce l'intervento per i minori anche dopo la legge 74/2025

Il Tribunale di Venezia ha ammesso l'intervento di una minorenne in un procedimento di cittadinanza italiana avviato dal padre prima dell'entrata in vigore della legge n. 74 del 2025. conosciuta come Legge TajaniLa decisione ha riconosciuto che la nuova norma non impedisce la partecipazione dei figli minorenni quando il procedimento principale è già in corso.

La sentenza è stata pronunciata da Giudice Gabriela FaveroIl caso è ritenuto rilevante dagli avvocati che seguono casi simili in diversi tribunali italiani.

Il processo è iniziato prima della riforma.

Il procedimento legale del padre è iniziato nel febbraio 2024. La riforma è entrata in vigore il 28 marzo 2025. L'intervento della figlia minorenne è stato depositato nel dicembre 2025, già ai sensi della nuova legge.

Il giudice ha analizzato l'articolo 1,1 ter La legge n. 74 del 2025 stabilisce che i minori nati prima della riforma possono vedersi riconosciuta la cittadinanza se i genitori hanno presentato istanza amministrativa o ricorso giurisdizionale entro il 27 marzo 2025.

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La Corte Suprema ha ribadito: la cittadinanza nasce con la persona.

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Valerio PiccoloL'avvocato che si occupa del caso ha affermato che "il giudice ha rilevato che esiste un'eccezione per i minori".

Ha spiegato: “L’articolo 1, comma 1, della legge n. 74 del 2025 stabilisce che i minori nati prima della riforma possono vedersi riconosciuta la cittadinanza se i genitori presentano istanza amministrativa o ricorso giurisdizionale entro il 27 marzo 2025”.

Secondo l'avvocato, il giudice ha osservato che questa norma compare solo nella legge di conversione e non nella legge n. 91 del 1992. Egli ritiene che ciò dimostri che si tratta di una disposizione transitoria.

"L'obiettivo era impedire che i bambini perdessero i diritti che i loro genitori stavano già perseguendo", ha affermato.

La decisione ha evidenziato che, per i minorenni, la riforma non ha effetto retroattivo quando il procedimento legale dei genitori era già in corso.

Valerio Piccolo ha spiegato: “Ciò significa che la tutela copre tutti gli atti processuali rilevanti nel corso del processo, compresi gli interventi dei minori presentati dopo la riforma, a condizione che il processo principale fosse stato avviato in precedenza”.

Secondo lui, "la conclusione pratica è che i procedimenti legali avviati prima del 27 marzo 2025 possono includere i figli minorenni tramite intervento procedurale, anche se avviati dopo la riforma".

Una decisione isolata ma rilevante.

La sentenza è considerata un caso isolato. Ciononostante, potrebbe influenzare casi futuri.

Si segnalano rifiuti in diversi tribunali, come Venezia, Brescia e Palermo, dove i giudici non hanno accettato interventi simili.

Vi è incertezza anche per quanto riguarda le udienze previste per il 2027 e il 2028. Gli avvocati sottolineano che non è ancora possibile prevedere se le richieste di intervento saranno ammesse in questi procedimenti.

Nonostante ciò, la decisione di Venezia è considerata una vittoria significativa in ambito giudiziario e un possibile punto di riferimento per i casi futuri.

Che cosa si intende per intervento nel processo?

InterventoL'intervento, o intromissione, è l'atto mediante il quale una terza parte interviene in un procedimento legale già in corso.

Nel caso della cittadinanza italiana, ciò avviene quando un figlio minorenne Richiede di essere incluso in una causa già intentata dal padre o dalla madre.

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Stavate aspettando il momento giusto per presentare la denuncia?

La decisione della Corte costituzionale ha cambiato lo scenario. La nuova legge sulla cittadinanza sarà ora esaminata dalle corti di giustizia dell'Unione europea.

"Oggi, molto più di ieri, ha senso avviare un processo." Uno degli avvocati del caso ha detto
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Se accolto, l'intervento consente al minore di partecipare formalmente al procedimento e di far verificare i propri diritti dal giudice nell'ambito dello stesso procedimento giudiziario.

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