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Giorgia Meloni: la leader con “il fuoco nella pancia”

Mancano meno di due mesi e Giorgia è ferma nel difendere le sue convinzioni in pubblico o nell'universo digitale

Giorgia Meloni leader
Giorgia Meloni: la leader con “il fuoco nella pancia” | Alessandra Benedetti/Corbis/Getty Images

Ben posizionata per diventare la prima donna a guidare il governo italiano, sua figlia è il suo "punto debole". Nata in un quartiere povero e operaio di Roma, ha lavorato in una discoteca, cosa che le ha aperto le porte al Parlamento. A 45 anni, è considerata una leader carismatica.

"È molto carismatica, sincera e non crea illusioni." Così Carlos Morelli, ex elettore di sinistra, ora dalla parte di Fratelli d'Italia, descrivere Giorgia Melonic.

Il partito da lei fondato guida i sondaggi con il 23% delle intenzioni di voto alle elezioni anticipate del 25 settembre, dopo lo scioglimento del Parlamento italiano in seguito alla dimissioni del presidente del Consiglio Mario Draghi.

Accanto al Pd di centrosinistra (22%), l'estrema destra punta alla vittoria sotto il comando della Meloni.

Nata nel 1977 a Garbatella, Roma, ha iniziato presto a preparare il terreno come presidente dell'ala giovanile di Alleanza Nazionale, un partito emerso dal Movimento Sociale Italiano (MSI).

Entrò giovanissima in Parlamento e, a 31 anni, vinse l'incarico di Ministro della Gioventù, che ricoprì tra il 2008 e il 2011, nell'ultimo governo di Silvio Berlusconi.

Un curriculum che la fa, come sottolinea Elisabetta de Giorgi, docente di Scienza Politica all'a Università degli Studi di Trieste, “un politico di professione” e “una donna leader di un partito di destra radicale”.

Ammiratore di Mussolini – affermando un “buon rapporto con il fascismo” al suo esordio in Parlamento – è noto per il suo linguaggio diretto ed efficace fin dai tempi da leader studentesco.

Con “il fuoco nello stomaco”, come la definisce la stampa internazionale, non usa mezzi termini. Se eletta, sarà la prima donna a diventare primo ministro.

Deputata alla Camera dal 2006, Giorgia non ha mai risparmiato critiche al governo di unità nazionale guidato dall'economista Draghi, ora dimesso.

La sua opposizione nell'ultimo anno e mezzo ha finito per favorirla, tra il malcontento del popolo italiano per l'inflazione, la guerra in Ucraina e le restrizioni imposte dalla pandemia.

Proveniente da un quartiere operaio e povero, Giorgia lavorava come a baby-sitter, addetto al caffè e barista in una discoteca, in cerca di emancipazione, soprattutto perché suo padre abbandonò la famiglia quando lei aveva appena 12 anni. Quella notte incontrò molte persone legate alla politica che la consigliarono Berlusconi. Ha vinto la forza oratoria, anche grazie alla sua formazione ed esperienza come giornalista professionista dal 2006.

Il partito Fratelli d'Italia, dal nome dell'inno italiano, che si traduce come Fratelli d'Italia, è stato creato da Meloni, Guido Crosetto e Ignazio La Russa nel 2011, con una visione radicale contro l'immigrazione e in difesa dei valori cristiani dell'Europa.

Presidente dal 2014, ai comizi ha l’abitudine di gridare”Dio, patria e famiglia”. Insieme ai polacchi di Lei Justiça e agli spagnoli di Voz, Giorgia è presidente del Partito europeo conservatore e riformatore.

Nel 2016 nasce la figlia Ginevra, frutto della relazione con il giornalista Andrea Giambruno, di Mediaset.

La ragazza è il “punto debole” della Meloni, che già si è pentita di non essere stata presente come avrebbe voluto. «Credo che ogni mamma che lavora si senta in colpa nei confronti dei propri figli», ha confessato a Rai 1.

Il legame con Ginevra è spiegato nella sua autobiografia “Io sono Giorgia. Le mie radici, le mie idee” (Io sono Giorgia. Le mie radici, le mie idee – traduzione libera, senza edizione in portoghese).

L'opera spiega anche l'importanza della difesa della famiglia, della patria e dell'identità religiosa e sessuale. Si conclude con la frase “Io sono Giorgia. Sono una donna, sono mamma, sono italiana, sono cristiana. Questo non me lo toglieranno”, una frase che usa spesso per aprire i suoi discorsi.

Invitata da Vox, con il pretesto delle elezioni nella regione spagnola dell'Andalusia, Giorgia Meloni ha dichiarato, a Marbella, “no alla lobby LGBG, no all'ideologia gender, sì all'università della croce”. Più tardi spiegherà: «Quando sono molto stanca, succede che non riesco a modulare un tono passionale che non sia aggressivo».

Le sue posizioni la avvicinano alla leader dell'estrema destra francese, Marine Le Pen, anche se lei è favorevole ai diritti classici per gli omosessuali e Giorgia si è già espressa contro i matrimoni gay.

Sui social media ha anche affermato che “l’ideologia di genere mira a destabilizzare i giovani”.

Lo scrittore e attore italiano Moni Ovadia, celebre personalità antifascista, riconosce le “capacità” della Meloni e ammette di temere che i numerosi movimenti e formazioni di estrema destra che l'hanno storicamente sostenuta saranno legittimati se sarà eletta.

Mancano meno di due mesi e Giorgia è ferma nel difendere le sue convinzioni in pubblico o nell'universo digitale, dove esercita anche influenza, dice il Rivista di notizie.

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