Il caso Campobasso, che contesta la restrizione della cittadinanza italiana per discendenza, è stato formalmente accorpato al caso Mantova presso la Corte Costituzionale. Di conseguenza, seguirà ora lo stesso calendario processuale.
Un documento ufficiale della Corte, pubblicato questo mercoledì (8), conferma che l'udienza pubblica è stata fissata per il 9 giugno 2026, alle ore 9:30, a Roma.
La comunicazione si riferisce al caso numero 40/2026, proveniente dal Tribunale di Campobasso, in un'azione contro il Ministero dell'Interno. Il provvedimento indica la pratica integrazione tra i casi aventi ad oggetto la stessa questione giuridica.
L'unificazione dei casi era già prevista dagli avvocati coinvolti nelle cause.
Cosa cambia con l'unificazione?
Con la fusione, il caso non procederà più in modo isolato. Verrà ora integrato nel caso Mantova, per il quale era già stata fissata un'udienza a giugno.
In pratica, ciò concentra l'analisi in un'unica sessione, sotto la supervisione del giudice. Giovanni Pitruzzella.
Mettere in discussione la legge
Il procedimento verte sull'articolo 3-bis della legge 91/1992, come modificata dalla legge 74/2025.
La norma stabilisce che le domande di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis Avrebbero dovuto essere presentate entro il 27 marzo 2025.
O Tribunale di Campobasso Si sottolinea come tale norma possa rappresentare la revoca di un diritto concesso alla nascita.
Secondo la decisione, si riscontra una possibile violazione dei principi costituzionali ed europei, nonché una disparità di trattamento tra persone in situazioni equivalenti.
Già Caso MantovaIl caso, ora unificato con quello di Campobasso, ha una portata più ampia. Mette in discussione la costituzionalità del decreto nel suo complesso, compresi i motivi formali quali l'urgenza del provvedimento.





















































