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L'avvocato La Malfa spiega l'impatto della scissione del caso Mantova presso la Corte Costituzionale.

L'avvocato Maria Stella La Malfa spiega cosa è in gioco e perché la decisione dell'11 marzo potrebbe influenzare tutto il procedimento.

L'avvocato Maria Stella La Malfa spiega la differenza tra i casi di Torino e Mantova alla Corte Costituzionale.
L'avvocato Maria Stella La Malfa spiega la differenza tra i casi di Torino e Mantova alla Corte Costituzionale.

L'avvocato Maria Stella La MalfaIl rappresentante nel caso Mantova ha affermato che non è ancora possibile prevedere come la Corte costituzionale italiana condurrà i processi relativi al decreto Tajani, che ha modificato le norme sulla cittadinanza italiana per discendenza.

Il caso Mantova è stato diviso e avrà la sua udienza il 9 giugnoIl caso di Torino continua con udienza fissata per l'11 marzo.

Differenza tra Torino e Mantova

Secondo La Malfa, la Corte tende ad analizzare ogni caso entro i limiti di quanto sollevato dal tribunale che ha sottoposto la questione. (1 da Torino, 1 da Mantova e 2 da Campobasso)Ha affermato che, sebbene entrambi i casi riguardino l'articolo 3, il caso di Torino ha una portata più limitata.

In altre parole, è vero che entrambi riguardano l'articolo 3. (Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge)«Ma la Corte Costituzionale di Torino sta sostanzialmente parlando della questione della revoca dei legami europei», ha affermato La Malfa.

Ha spiegato che il processo di Mantova solleva una serie più ampia di parametri e prende di mira la costituzionalità del decreto nel suo complesso, includendo le persone nate prima e dopo la modifica legislativa.

“Il tribunale di Mantova punta a dichiarare l’incostituzionalità di tutti i punti del decreto, sia per i nati prima che per quelli dopo. Tanto che a Torino abbiamo due parametri, a Mantova ne abbiamo molti che sono stati menzionati”, ha spiegato a Italianismo questo venerdì (20).

Secondo l'avvocato, è probabile che la Corte si pronunci su ciascuno dei punti sollevati, compresi gli aspetti formali del decreto, come la dichiarazione di urgenza.

"Quindi, in teoria, la Corte dovrebbe pronunciarsi su ciascuno di questi aspetti. Anche se l'obiettivo nel caso Mantova era quello di sottolineare la questione della dichiarazione di urgenza, dovrebbe valere anche il parametro dell'articolo 77 della Costituzione, affinché il decreto sia emesso almeno nella sua interezza, non solo in parte", ha affermato.

Cosa è in gioco nei processi?

Le questioni analizzate dalla Corte riguardano diversi aspetti del decreto e della legge di conversione, tra cui l'articolo 3-bis, che solleva il tema della retroattività, e altri motivi che possono incidere sulla piena validità della norma.

A seconda della portata della sentenza dell'11 marzo, la Corte potrà limitare il dibattito a quanto sollevato a Torino oppure passare a punti più ampi, come emerge anche dal caso Mantova e dal procedimento Campobasso.

Al momento, l'udienza prevista per l'11 marzo rimane invariata. L'udienza di Mantova è ancora fissata per il 9 giugno. In entrambi i casi, il relatore sarà... Giovanni Pitruzzella.

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