La città di Venezia ha annunciato questo giovedì (4) i dettagli della sperimentazione che prevede l'addebito di una tassa di accesso di cinque euro (R$27) per i visitatori del centro storico della città.
L’obiettivo è cercare di limitare gli impatti dei viaggi “one-way” verso la “città galleggiante”, che soffre da anni del turismo di massa e del depauperamento demografico.
La fase di test comprenderà 29 giorni non sequenziali, a partire dal periodo tra il 25 aprile e il 5 maggio.
La ricarica verrà effettuata anche in tutti i fine settimana tra il 25 aprile e il 14 luglio, ad eccezione del 1 e 2 giugno, quando in Italia si celebra la Festa della Repubblica.
La tariffa dovrà essere pagata dai turisti che pernottano fuori dal centro storico e verrà addebitata inizialmente tra le ore 8:30 e le ore 16:30.
Il pagamento deve essere effettuato in anticipo tramite l'indirizzo www.cda.ve.it. La fase di test comprenderà 29 giorni non sequenziali.
Saranno esentati i residenti, le persone che lavorano in città, gli studenti, i minori di 14 anni, le persone che soggiornano in città e le persone che si recano per eventi sportivi.
“Abbiamo il dovere di preservare questi grandi centri storici nel mondo”, ha giustificato il sindaco Luigi Brugnaro in conferenza stampa.
Lui ha precisato che il provvedimento non significa che “la città sarà chiusa”, e ha negato che l'obiettivo fosse quello di aumentare le entrate. Secondo lui non ci saranno limiti ai visitatori.
Il municipio ha riferito che quasi 15mila persone hanno già prenotato i biglietti e che il municipio ha ricevuto registrazioni da 151mila persone esenti.
Il Venice Pass genera un codice QR per dimostrare il biglietto. Il sindaco ha informato che ci saranno punti di ispezione, ma nessun tornello, per non generare code. (ANSA).







































