Il Tribunale di Brescia, in Lombardia, ha riconosciuto la cittadinanza italiana di una famiglia brasiliana. attraverso la linea materna in un caso presentato dopo l'entrata in vigore del Decreto Legge 36/2025, divenuto Legge 74/2025. La decisione è divenuta definitiva e non è appellabile.
Il processo si è svolto anche dopo il Sentenza 63/2026 della Corte Costituzionaleche ha convalidato la riforma della cittadinanza per discendenza. Anche in questo caso, il magistrato ha applicato le norme precedenti al decreto, comprendendo che i ricorrenti avevano richiesto il riconoscimento amministrativo. entro il 27 marzo 2025.
Una linea materna con particolarità
L'azione è stata condotta dagli avvocati. Valerio Piccolo e Andrew Luiz MontoneIl caso presenta le caratteristiche di una tipica azione del 1948, ma con un dettaglio che ha richiesto una strategia aggiuntiva. La figlia dell'antenato italiano era sposata con un altro discendente di italiani, il che ha aperto la possibilità di ricostruire una seconda linea di successione.
Questa possibilità potrebbe inquadrare il processo all'interno di un'ipotesi di pseudomaterna ou doppio ceppoPer Montone, una lettura tecnica della documentazione ha definito lo svolgimento della difesa.
«A seguito di un attento esame della documentazione familiare, in particolare del certificato di matrimonio della figlia dell'antenato italiano Giuseppe, si è scoperto che anche suo marito era figlio di cittadini italiani. In teoria, esisteva una seconda linea di successione potenzialmente idonea al riconoscimento della cittadinanza. Tuttavia, questa linea alternativa non disponeva di documentazione sufficiente per una ricostruzione immediata», ha dichiarato in una nota alla [pubblicazione]. Italianismo.
Perché dimostrare i tentativi al consolato?
Nonostante la causa intentata dalla linea materna, gli avvocati hanno deciso di dimostrare i tentativi amministrativi compiuti presso il consolato. Montone spiega l'obiettivo.
"In teoria, il caso potrebbe rientrare nella categoria di pseudo-maternità o doppio ceppo. In questo procedimento, riteniamo prudente dimostrare alla Corte che, anche se quest'altra linea di discendenza fosse perfettamente documentata, il riconoscimento amministrativo risulterebbe comunque irrealizzabile, sia perché la nipote di..." capostipite "È nato prima del 1948, forse a causa della ben nota realtà dei consolati italiani", ha detto.
L'avvocato descrive dettagliatamente il rischio che intendeva scongiurare.
«Se tale misura non fosse stata adottata, si potrebbe pensare che, con un percorso alternativo, la discriminazione di genere che sottende le tradizionali azioni del 1948 non esisterebbe. Anticipare tale discussione ha permesso di dimostrare che, a prescindere dal percorso intrapreso, le ricorrenti sarebbero comunque private dell'effettivo esercizio di un diritto fondamentale a causa della concreta impossibilità di accedere alla procedura amministrativa.»
Prove raccolte in anticipo rispetto ai tempi previsti.
I richiedenti hanno presentato prove dell'invio delle domande al Consolato italiano a San Paolo e dell'utilizzo di... raccomandate A/R, dei tentativi di programmazione attraverso il sistema Prenot@mi e la mancanza di posti disponibili. Il gruppo ha cercato di dimostrare l'impossibilità concreta di accedere alla procedura.
La decisione di rafforzare le prove era legata alla giurisprudenza dell'epoca. Alcuni tribunali, in particolare quello di Genova, cominciarono a comprendere che le catture di schermo Prenot@miQuesti fattori, presi singolarmente, non erano sufficienti a dimostrare un interesse legittimo nell'intraprendere un'azione.
"La strategia di utilizzare anche il raccomandata A/R È sorto proprio a causa dell'evoluzione della giurisprudenza in materia di legittimazione ad agire. Alcuni tribunali hanno iniziato a richiedere elementi aggiuntivi oltre alle stampe dei documenti... Prenot@mi "E comprendiamo che sarebbe prudente documentare il tentativo amministrativo con tutti i mezzi possibili", ha dichiarato Montone.

Cosa diceva la frase?
Il giudice ha rilevato che tutti i richiedenti avevano documentato la procedura amministrativa entro il 27 marzo 2025, tramite raccomandata e attraverso il portale di prenotazione, che all'epoca era fuori servizio. Ha concluso che avevano agito tempestivamente e che, se i consolati avessero elaborato le richieste normalmente, il caso sarebbe stato analizzato secondo le norme precedenti.
La sentenza ha inoltre riconosciuto il ritardo consolare come un fatto noto. "Il ben noto ritardo da parte delle autorità consolari, dovuto all'elevatissimo numero di domande ricevute, si traduce di fatto nell'impossibilità di riconoscere un diritto fondamentale e originario come la cittadinanza", ha scritto il giudice.
Montene sottolinea perché riconoscere queste prove sia importante.
"La rilevanza di questo riconoscimento è ancor maggiore perché, nelle sentenze relative ad azioni avviate dopo il Decreto Legge n. 36/2025, il Tribunale di Brescia aveva respinto le richieste anche quando i ricorrenti avevano presentato prove di tentativi amministrativi effettuati attraverso..." Prenot@mi e l'invio del raccomandate A/R. In questa decisione, tuttavia, tale prova è stata espressamente valutata e ritenuta sufficiente a dimostrare che i ricorrenti avevano richiesto il riconoscimento amministrativo prima della modifica legislativa", ha affermato.
La difesa della legittima garanzia
Si sosteneva che l'applicazione automatica del Decreto-Legge 36/2025 a coloro che avevano già seguito le vie amministrative avrebbe violato la certezza del diritto, la proporzionalità, l'effettiva tutela giurisdizionale e le garanzie legittime. Secondo la difesa, coloro che avevano presentato la propria domanda al consolato utilizzando gli strumenti disponibili avevano la legittima aspettativa che la loro richiesta venisse valutata secondo la normativa allora vigente.
Per Valerio Piccolo, il caso conferma l'importanza dell'analisi individuale.
“Questa decisione dimostra che, anche nell’attuale quadro legislativo, un’analisi individualizzata dei fatti rimane essenziale. La Corte ha esaminato attentamente la documentazione prodotta, ha valutato le prove presentate e ha ribadito che il riconoscimento della cittadinanza italiana richiede una valutazione concreta delle circostanze di ciascun caso”, ha affermato.
«La cittadinanza italiana non può essere ridotta a una mera questione burocratica. Si tratta di un diritto fondamentale e la corretta applicazione della legge richiede che ogni situazione familiare venga analizzata nella sua interezza», ha aggiunto.
Un precedente che non costituisce giurisprudenza.
Nonostante la sua rilevanza, gli avvocati sottolineano che la decisione non rappresenta giurisprudenza consolidata e che ogni caso richiede un'analisi specifica. Montone mette in guardia contro le promesse di risultati garantiti.
«Una decisione favorevole non può trasformarsi in una promessa di risultati o in una base per creare false aspettative. Non esistono soluzioni automatiche in materia di cittadinanza italiana. Ci sono casi specifici. Così come ci sono decisioni favorevoli, ci sono anche rifiuti», ha affermato.
COMPRENDERE I TERMINI DEL CASO
Azione 1948: Si tratta di una procedura legale utilizzata quando la cittadinanza viene trasmessa tramite una donna prima del 1° gennaio 1948, periodo in cui la legge italiana non riconosceva la trasmissione per via materna.
Doppio ceppo / pseudomaterna: Situazione in cui sussiste una seconda linea di discendenza italiana, di solito attraverso il coniuge, in grado di modificare la base giuridica della richiesta.
Garanzia legittima: Questo principio tutela la fiducia che i cittadini ripongono nell'operato dello Stato, salvaguardando coloro che avevano già presentato la richiesta secondo le vecchie norme.
27 marzo 2025: Il termine è fissato dal Decreto Legge 36/2025. Le domande presentate prima di tale data saranno soggette alle norme precedenti.
Sentenza definitiva: decisione definitiva, sulla quale non sono ammessi ulteriori ricorsi tra le parti.






































Taddeo
30 giugno 2026 alle 12:41
Lo Ius Sanguinis ora si chiama Ius Fila.
José Aparecido Bueno
30 giugno 2026 alle 21:06
Il mio caso è stato depositato presso il tribunale di Brecia il 15774 dell'anno 2024. Vorrei sapere in merito alla sentenza; è stata trasmessa al comune per la sentenza definitiva?