Il senatore italo-argentino Mario Borghese (Maie) ha presentato, giovedì (12), un’interpellanza parlamentare ai ministri Matteo Piantedosi (Interno) e Antonio Tajani (Affari Esteri).
Il parlamentare contesta la novità addebito di 250 euro per il processo di cittadinanza italiana iure sanguinis per i figli minori nati fuori dall’Italia.
Secondo Borghese, l'importo è inserito nella circolare pubblicata dal Ministero dell'Interno il 28 maggio, dopo la conversione in legge del decreto legge n. decreto 36 / 2025Nel documento si chiarisce che l’acquisizione della cittadinanza per dichiarazione, ai sensi dell’articolo 4 della legge n. 91/1992, è subordinata al pagamento del cosiddetto “contributo” al Ministero.
Fino ad allora il riconoscimento della cittadinanza ai minorenni, figli di cittadini italiani, era gratuito.
Il senatore ritiene che la nuova imposta rappresenti un ostacolo economico che colpisce in modo diseguale le famiglie con più figli o meno risorse. "Questo onere può generare disuguaglianze nell'accesso alla cittadinanza, che devono essere evitate", ha affermato.
Borghese ha chiesto ai ministri di valutare, entro i limiti di legge, modalità per sospendere o esentare l'imputazione. "L'attuale misura penalizza, senza giustificazione proporzionale, coloro che hanno pieno diritto al riconoscimento", ha affermato.























































