Gli italiani hanno portato all’estremo la proposta “fai scorta e mangia vento”.
Lo chef Nicola Dinato di Ristorante Feva a Castelfranco Veneto, piccola cittadina italiana, ha creato un aperitivo chiamato aria fritta o semplicemente aria fritta.
I dolcetti croccanti sono in realtà realizzati con amido di tapioca che viene prima cotto e poi fritto, espandendo il suo interno con l'aria dando l'impressione di aria fritta.
Dopo che la tapioca è stata cotta e fritta, viene infusa con ozono per 10 minuti, che conferisce alle prelibatezze un profumo speciale. Dopo la speciale infusione, l'aria fritta e croccante viene posta in uno strato di zucchero filato, che secondo Dinato è fatto per mandare i commensali al settimo cielo.
Non è noto con certezza se al ristorante venga addebitata la frittura ad aria. Secondo alcune fonti il prezzo richiesto si avvicina ai 110 reais, mentre Dinato afferma che il dolcetto viene offerto gratuitamente ai clienti.
In Brasile è normale che i brasiliani scherzino sulla quantità di aria inserita nelle diverse confezioni di snack e biscotti.
Fai scorta di vento
Nel 2015, durante una conferenza stampa dopo aver partecipato all’Assemblea Generale dell’ONU, l’ex presidente del Brasile, Dilma Rousseff, spiegò ai giornalisti presenti quale fosse il suo progetto per il settore energetico. All'epoca suggerì di "fare scorta di vento" e su Internet divenne uno scherzo.
“L’energia idroelettrica è la più economica, in termini di durata con la manutenzione e anche perché l’acqua è gratuita e possiamo immagazzinarla. Anche il vento potrebbe essere questo, ma non abbiamo ancora la tecnologia per immagazzinarlo”, disse all’epoca.
E Dilma non era sulla strada giusta?
da Matheus Fragata / Dietro le quinte





































