Il numero di Cittadini brasiliani con passaporto italiano in Portogallo ha attirato l'attenzione delle autorità.
Lo sottolinea un rapporto del Foreigners and Borders Service (SEF) del 2019 circa il 29,5% dei residenti italiani è nato in Brasile.
Sempre nel 2019, la SEF ha indicato che in Portogallo vivevano 18.862 italiani. Sarebbero quindi almeno 5.650 gli italo-brasiliani.
Secondo Itamaraty, gli uffici consolari lavorano con una stima che il La comunità brasiliana in Portogallo conta circa 300mila persone. In altre parole: 63% in più rispetto a quanto indicano le statistiche.
Le associazioni che sostengono la comunità immigrata, tuttavia, stimano che questo numero potrebbe essere ancora più alto, raggiungendo il doppio della cifra ufficiale.
“Trecentomila è il minimo. Se pensiamo a tutte le persone che sono in attesa dei colloqui di manifestazione di interesse [prima fase di regolarizzazione per chi non è entrato con l’apposito visto], oltre alle persone che non sono ancora riuscite ad entrare nel processo, in più tutti coloro che hanno già acquisito la nazionalità, vediamo come la comunità è molto più grande”, afferma Cyntia de Paula, presidente di Casa do Brasil a Lisbona.
Secondo lei, negli ultimi anni, il profilo dei brasiliani che scelgono di vivere nel Paese è sempre più diversificato: da studenti e imprenditori a professionisti con meno istruzione.
Il Portogallo ha promosso l'accesso alla cittadinanza del paese
Dal 2006, il Portogallo ha promosso una serie di modifiche che facilitano l'accesso alla cittadinanza. Tra queste, la concessione della cittadinanza ai nipoti dei cittadini portoghesi e la riduzione a cinque anni del requisito di residenza per la naturalizzazione.
Sebbene ottenere la cittadinanza non significhi necessariamente vivere in Portogallo, i numeri mostrano comunque un crescente interesse tra i brasiliani per il passaporto portoghese. Secondo i dati del Ministero della Giustizia, tra il 2010 e l'inizio del 2018, più di 220mila brasiliani hanno ottenuto la doppia nazionalità.
Secondo un rapporto del Eurostat (Agenzia statistica dell’Unione Europea), nel 2019 il Portogallo ha avuto il terzo tasso di naturalizzazione annuale più alto – numero di naturalizzazioni ogni 100 stranieri regolarizzati – tra gli stati del blocco: 4,4%.
Svezia (6,9%) e Romania (4,7%) sono in testa alla lista.
Il Portogallo ha un sistema semplice per regolarizzare gli immigrati
A differenza di molti paesi europei, Portogallo ha un sistema relativamente semplice per regolarizzare le persone che sono entrate nel paese come turisti ma sono rimaste per vivere e lavorare senza il visto appropriato.
A causa del gran numero di richieste, le persone devono però attendere a lungo prima che i loro casi vengano analizzati dal Servizio Stranieri e Frontiere. Durante questo periodo continuano a pagare tutte le tasse e i contributi previdenziali, anche con possibilità più restrittive di usufruire dei benefici.
Sebbene i casi di espulsione siano rari, vivere in Portogallo senza la documentazione adeguata spesso significa trovarsi in una maggiore situazione di vulnerabilità sociale e lavorativa e avere una libertà di movimento notevolmente limitata.
A causa della pandemia, il Portogallo ha deciso di regolarizzare temporaneamente tutti gli stranieri che avevano richieste di legalizzazione pendenti presso la SEF. L'obiettivo era garantire l'accesso degli immigrati al sistema sanitario e al vaccino contro il Covid-19.
Ne hanno già beneficiato circa 223mila stranieri, il che aiuta già a comprendere la dimensione potenziale della comunità di immigrati privi di documenti. I dati per paese non sono ancora stati diffusi, ma i brasiliani sono stati la nazionalità più colpita.
La pandemia ha ulteriormente indebolito il già lento sistema di regolarizzazione con la SEF, che ha interrotto servizi e colloqui per più di un mese a causa del deterioramento della situazione epidemiologica in Portogallo.
Sebbene l'agenzia abbia digitalizzato diverse procedure e istituito il rinnovo dei permessi di soggiorno direttamente via Internet, i nuovi sviluppi non riescono a far fronte all'aumento della domanda.
In questo momento il sistema di programmazione con la SEF è interrotto a causa della mancanza di posti vacanti in tutto il Paese. Oltre alla lentezza, gli immigrati lamentano anche la cattura di posti vacanti da parte di avvocati e centralinisti specializzati nella rivendita di appuntamenti.







































