Tra fusioni, nuove denominazioni e territori immutati: la proposta dei parlamentari PD
La vecchia proposta di partito Democratico (PD) sembra essere tornato a ridurre da 20 a 12 il numero delle regioni in Italia.
"Sono d'accordo con la discussione sulla revisione del numero delle regioni italiane", ha detto Stefano Bonaccini, governatore dell'Emilia-Romagna, anche lui del PD, durante un incontro con altri governatori italiani, questo sabato (22), come riportato dal telegiornale agenzia Italpress.
Riuniti RiminiA Emilia-Romagna, discutono la questione della relazione Stato-Regioni, scosso durante l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia di Covid-19.
Durante il lockdown, fino alla riapertura del Paese, sono stati molti i motivi di attrito tra governatori ed esecutivo.
La nuova mappa
Era il 2015, quando Raffaele Ranucci, imprenditore ed esponente del PD al Senato, propose un ordine del giorno, accettato dal governo, con l'obiettivo di effettuare una revisione costituzionale e ridurre le regioni (che in Brasile sono come gli Stati).
L’obiettivo era cambiare i confini italiani, passando da 20 regioni a 12: Toscana, Umbria e la provincia di Viterbo avrebbe così formato la regione di Appennini, mentre il Piemonteo Valle d'Aosta e Liguria si sarebbero riuniti per formare la regione di Alpi. il trentino alto adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto avrebbe dato vita a Triveneto.
La regione di Adriatico verrebbe creato dall'unione di Abruzzo, Camminare e alcuni territori di Molise e Lazio.
Le regioni di lombardia, Sicilia e sardegna sarebbero gli unici a salvarsi dai cambiamenti pianificati dai rappresentanti del PD.
A quel tempo, la proposta di riduzione non venne portata avanti.
Guarda come sarebbe la nuova mappa geografica della nuova Italia:







































