Seguire l'italianismo

Ciao, cosa vuoi cercare?

... Euro Today R$ 5,84

L'Italia in Brasile

Il giornale che insegnava agli immigrati come essere italiani in Brasile.

Nata a San Paolo come rivista settimanale umoristica, Fanfulla è diventata la voce principale della comunità italiana.

Il 17 giugno 1893, a San Paolo iniziò a circolare una piccola rivista settimanale umoristica in lingua italiana. Si chiamava... fanfullaEra lungo quattro pagine ed era stato creato con il modesto obiettivo di intrattenere i lettori.

Pochi avrebbero potuto immaginare che quella foglia sarebbe diventata... il giornale più influente della comunità italiana in Brasile.

Con interruzioni, cambi di formato e fasi ben distinte, Fanfulla ha attraversato più di un secolo di storia. È passata dall'umorismo alla politica, è diventata un quotidiano, ha difeso gli immigrati, ha contribuito a fondare simboli della cultura italiana a San Paolo e, in seguito, ha anche ospitato una pagina scomoda: adesione al fascismo.

La storia del giornale è, in larga misura, la storia di se stesso. Immigrazione italiana in Brasile.

Soprannome per un giornale satirico.

Il nome Fanfulla deriva da Fanfulla da Lodi, una figura leggendaria della storia italiana. Secondo lo storico Franco Cenni, figura di riferimento fondamentale negli studi sull'immigrazione italiana in Brasile, era un frate guerriero del XV secolo, legato all'immaginario delle battaglie, dei tornei e del coraggio popolare.

La scelta rispecchiava lo spirito iniziale della pubblicazione. Fanfulla nacque come un giornale umoristico, satirico e spensierato, rivolto a una comunità in rapida crescita a San Paolo.

Ma il tono scherzoso non durò a lungo.

Il suo fondatore era Vitaliano Rotellini, un giornalista italiano che in precedenza aveva lavorato in redazioni come Messaggero e L'Aquila Latina prima di attraversare l'Atlantico. Sotto la sua direzione, dal 1893 al 1910, Fanfulla cessò di essere solo un giornale umoristico e assunse un ruolo ben più ambizioso.

Iniziò a parlare a nome degli italiani.

La voce non ufficiale della colonia

Dal 1894 in poi, Fanfulla divenne un quotidiano. Pubblicava notizie di politica brasiliana, notizie dall'Italia, cultura, intrattenimento, sport, pubblicità, dibattiti pubblici e avvenimenti quotidiani della colonia.

Non era solo un giornale per italiani. Era uno spazio in cui gli italiani in Brasile iniziarono a considerarsi un gruppo.

Angelo TrentoUno dei massimi studiosi della stampa italiana nel paese ha definito Fanfulla "il vero organo non ufficiale della comunità italiana in terra brasiliana".

Questa frase riassume l'importanza del giornale.

In un'epoca in cui gli immigrati erano ancora visti come manodopera straniera e spesso trattati con sospetto, Fanfulla ha svolto la funzione di portavoce.piattaforma, murale comunitario e strumento di pressione.

Difese gli interessi degli immigrati, rivendicò la loro partecipazione alla vita pubblica brasiliana e seguì da vicino i problemi di una popolazione in rapida crescita.

Prima di essere italiani, erano veneziani, calabresi e piemontesi.

Il ruolo di Fanfulla andava ben oltre la semplice fornitura di informazioni.

Alla fine del XIX secolo, molti nuovi arrivati ​​nella penisola non si consideravano propriamente italiani. L'Italia era stata unificata solo pochi decenni prima e l'identità nazionale era ancora fragile, soprattutto tra i contadini, gli operai poveri e le famiglie provenienti da regioni molto diverse.

La Biblioteca Nazionale riassume questo punto in modo diretto: molti immigrati "nel XIX secolo non si identificavano ancora come italiani".

Si identificavano come veneziani, calabresi, piemontesi, toscani, trentini, sardi o lombardi. Parlavano dialetti diversi, avevano usanze diverse e portavano con sé ricordi locali molto più forti dell'idea astratta di una patria italiana.

Fu in questo vuoto che la stampa in lingua italiana acquisì forza.

Scrivendo in italiano per tutti, Fanfulla contribuì a forgiare un'identità comune. Il giornale trasformò frammenti regionali in una comunità. Creò punti di riferimento condivisi. Diede agli immigrati un linguaggio pubblico, un'agenda comune e una narrazione di appartenenza.

Non è esagerato affermare che Fanfulla ha aiutato molti italiani in Brasile a sentirsi italiani.

Cinque quotidiani italiani in una sola città.

Fanfulla non era solo. San Paolo aveva ben cinque giornali in lingua italiana nel 1907, tra cui Fanfulla, La Tribuna Italiana, Il Secolo, Avanti! e Corriere d'Italia.

Si trattava di un ecosistema di stampa etnica raro, dinamico e fortemente politicizzato.

Il fenomeno rispecchiava la portata dell'immigrazione. Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, San Paolo divenne la principale destinazione per gli italiani in Brasile. La città e il interno paulista Accolsero centinaia di migliaia di immigrati e i giornali in lingua italiana iniziarono a circolare nei caffè, nei magazzini, nelle associazioni, nelle società di mutuo soccorso, nelle officine e nelle case delle famiglie.

Nel Rio Grande do Sul, il primo settimanale italiano fu... L'Italiano, di Cesare Pelli, pubblicato nel 1890. A Porto Alegre, il pioniere era Il Corriere CattolicoDi 1891.

L'indagine di Angelo Trento dà un'idea della potenza di questo universo: tra il 1854 e il 1975, in Brasile circolarono i seguenti oggetti: 834 titoli italianiOltre due terzi di questi immigrati emersero tra il 1880 e il 1920, nel periodo di massima immigrazione, e poco più del 70% circolò nello stato di San Paolo.

Era un giornale troppo importante per essere solo un'espressione di nostalgia.

La stampa italiana in Brasile era politica, orientata alla comunità, basata sull'identità e spesso aggressiva.

Un riconoscimento che si è trasformato in tirature di stampa

La forza di Fanfulla era evidente nei numeri.

La tiratura raggiunse circa 20 copie nel 1915 e 40 nel 1934. A quel tempo, il giornale era considerato il secondo più diffuso a San Paolo, dopo O Estado de S. Paulo.

Per una rivista in lingua straniera, si trattava di un risultato straordinario.

La spiegazione risiede nel ruolo che Fanfulla ricopriva nella vita degli immigrati. Non veniva semplicemente letto; veniva utilizzato. Serviva per cercare lavoro, pubblicizzare servizi, seguire le decisioni politiche, dare risalto agli eventi, difendere cause, convocare riunioni e organizzare la vita comunitaria.

Fu sulle pagine di Fanfulla che, nel 1914, un gruppo di italiani lanciò un appello a coloro che erano interessati a creare una squadra di calcio che rappresentasse la colonia.

Il giornalista Vincenzo Ragognitti pubblicò un appello per la formazione di un'associazione sportiva con "la rappresentanza che l'immensa comunità meritava".

La Palestra Italia nacque lì, fondata ufficialmente il 26 agosto 1914. Decenni dopo, a causa del contesto politico della Seconda Guerra Mondiale, il club avrebbe cambiato nome diventando Palmeiras.

La pagina problematica: il fascismo

La storia di Fanfulla non si presta a una versione romanzata.

Negli anni '1920 e '1930, sotto una nuova gestione e in un contesto di forte influenza del regime di Benito Mussolini sulle comunità italiane all'estero, il giornale divenne uno dei principali veicoli di propaganda fascista in Brasile.

La storica Teresa Malatian afferma senza mezzi termini che Fanfulla finì per sostenere il fascismo e divenne "uno dei principali divulgatori di questa ideologia in Brasile", favorito dalla sua ampia diffusione nella capitale San Paolo e nell'entroterra dello stato.

Questo punto è cruciale.

Lo stesso giornale che contribuì a organizzare la vita degli immigrati e a costruire un'identità italiana comune, fu utilizzato, in un altro momento, come strumento di propaganda politica autoritaria.

La storia di Fanfulla è lunga, ma non immacolata. Ed è proprio per questo che è storicamente rilevante.

Il silenzio della guerra e il ritorno

Nel gennaio del 1942, Fanfulla cessò le pubblicazioni. In quello stesso mese, il Brasile interruppe le relazioni diplomatiche con le potenze dell'Asse, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale. Da quel momento in poi, la stampa in lingua italiana dovette affrontare censura, restrizioni e un clima politico ostile.

Il giornale tornò in edicola nel 1947, in un mondo ormai diverso.

L'Italia era una repubblica. Il fascismo era caduto. La comunità italiana in Brasile non era più la stessa. Molti discendenti parlavano portoghese come prima lingua, erano integrati nella società brasiliana e vedevano l'Italia più come un ricordo familiare che come un riferimento politico quotidiano.

Ciononostante, Fanfulla sopravvisse.

Ha cambiato formato, diventando settimanale, poi bisettimanale, ha acquisito il colore e una presenza digitale. Lungo questo percorso, ha iniziato a rivendicare la continuità di una storia centenaria con la formula "il giornale degli italiani in Brasile dal 1893".

Una comunità stampata su carta

Fanfulla è nato come uno scherzo, è diventato una piattaforma ed è finito per essere solo un ricordo.

La sua eredità non risiede solo nelle vecchie edizioni, nei titoli, nelle controversie o nelle pubblicità. Risiede nel ruolo che ha svolto nel plasmare una comunità.

Per migliaia di immigrati, il giornale rappresentava un ponte tra la loro patria e il paese di destinazione. Per i loro figli e nipoti, è diventato una testimonianza di un'epoca in cui essere italiani in Brasile era ancora una lotta quotidiana.

Fanfulla non si limitò a documentare la colonia italiana.

Ha anche contribuito alla sua fabbricazione.

2 recensioni

1 Commento

  1. Maria Alice Furlan

    28 giugno 2026 alle 11:53

    Ho apprezzato moltissimo tutte queste informazioni!
    Non essendo ancora nato all'epoca, non ne sapevo nulla perché, essendo l'ultimo ramo del mio albero genealogico, ero molto giovane a quel tempo... Sono nato nel 1945.
    Mi sembra che i miei nonni siano arrivati ​​con le prime ondate migratorie!

  2. Lucas Menegyn

    28 giugno 2026 alle 17:52

    Il mio bisnonno Luigi Meneghin e i suoi fratelli furono coinvolti in un incidente: si recarono a riscuotere un debito da un contadino e finirono per sparare, causando la morte del proprietario terriero. Furono arrestati e processati due volte, venendo infine rilasciati per legittima difesa. Il quotidiano Fanfulla seguì il caso e fornì un sostegno significativo ai fratelli Meneghin. Ci fu una grande ondata di solidarietà; italiani della capitale e di tutto lo stato contribuirono a pagare gli avvocati, ecc.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

PUBBLICITÀ
Cittadinanza italiana
Cittadinanza italiana
Scopri chi ha i requisiti e come avviare la procedura.
• Ricerca di documenti in Italia
• Servizi consolari
• Aggiornamento su AIRE e registrazione
• Assistenza per il rilascio del passaporto
Parla con un esperto

Verificate anche:

Cognome italiano

Ferrari era un fabbro, Molinari un mugnaio, Pegoraro un pastore. Scopri il mestiere che ha dato origine al tuo cognome italiano.

Cognome italiano

Esposito, Russo e Coppola raccontano la storia dell'immigrazione in Brasile. Scoprite cosa rivela il finale sulla regione d'origine.

Destinazione

Fondata nel 1875 da coloni provenienti dal Veneto, la città vanta 74 aziende vinicole e accoglie oltre un milione di visitatori all'anno.

Cognome italiano

Dal veneziano "in" al trentino "er": una mappa dei cognomi nell'Italia settentrionale.