Il governo italiano rifiuta di riconoscere l’oppositore Guaidó. Nel Paese vivono 160mila italiani
L’Italia ha annunciato giovedì (31) di non riconoscere Juan Guaidó come presidente ad interim del Venezuela perché “non è d’accordo con l’ingerenza negli affari interni di un altro Paese”.
“Siamo assolutamente contrari al fatto che un paese o un gruppo possa determinare la politica interna di un altro paese. È il principio di non ingerenza, riconosciuto dalle Nazioni Unite”, ha spiegato il sottosegretario agli Esteri italiano, Manilo Di Stefano.
Di Stefano fa parte del Movimento Cinque Stelle (M5S), partito che governa l'Italia in coalizione con la Lega. Ha annunciato la posizione del Paese sulla situazione commentando l'astensione dei deputati di entrambi i partiti al voto dell'Eurocamera che ha riconosciuto Guaidó presidente ad interim del Venezuela.
“L’interesse più grande che abbiamo è evitare una guerra in Venezuela. Evitare che commettano lo stesso errore già commesso in Libia e che ormai tutti riconoscono. Dobbiamo evitare che accada la stessa cosa in Venezuela”, ha spiegato il diplomatico italiano.
L’astensione degli eurodeputati M5S e Lega Nord, tuttavia, non ha suscitato più polemiche della decisione di alcuni esponenti del Partito Democratico (PD) – dell’ex primo ministro italiano Matteo Renzi – di seguire la strada adottata dai loro connazionali nel voto.
«È gravissima l'astensione di una parte dei deputati del Pd, che avrebbero dovuto sostenere la democrazia», ha scritto il senatore Ernesto Magorno in un messaggio postato su Twitter.
Secondo i dati, in Venezuela vivono circa 160 italiani registrati nei due consolati (Caracas e Maracaibo). Di questi, il 65% ha la doppia cittadinanza. La comunità italiana nel Paese conta ancora circa 1 milione di discendenti.
L'Italia resta indecisa, ma diversi paesi i cui governi condannano il regime di Nicolás Maduro hanno riconosciuto Juan Guaidó presidente ad interim del Venezuela dopo il discorso in cui il leader dell'Assemblea nazionale ha dichiarato di voler instaurare un governo di transizione e organizzare elezioni libere.
Vedi sotto cosa sono:
- Brasile
- Stati Uniti
- Argentina
- Canada
- Cile
- Colombia
- Costa Rica
- Ecuador
- Guatemala
- Honduras
- Panama
- Paraguay
- Perù
- Regno Unito
- Australia
- Israele
D'altro canto, alcuni paesi hanno sostenuto la permanenza di Maduro:
- Russia
- Cuba
- Messico
- Bolívia
- Nicaragua
- Turchia
- Cina
- Iran







































