Secondo il quotidiano Corriere della Sera, i Paesi Bassi hanno annunciato la riattivazione del meccanismo di espulsione dei cosiddetti "duplicanti", ovvero i richiedenti asilo che devono essere rimpatriati nel loro primo Paese di ingresso nell'Unione Europea. Il governo olandese è stato l'ultimo, tra quelli più esposti ai flussi migratori, a non essersi ancora espresso in merito. Gli annunci sono giunti per primi da Germania, Austria e Svizzera, seguiti da Finlandia e Svezia. Helsinki ha dichiarato che l'entrata in vigore del Patto consente la ripresa dei trasferimenti verso l'Italia e che sono in corso i preparativi per i rimpatri. Stoccolma ha affermato che i trasferimenti ora funzionano meglio.
Il numero di persone che i paesi scandinavi intendono rimpatriare non è ancora definito, così come nel caso di Germania e Austria. Dalla Svizzera si parlerebbe di circa 600. Resta inoltre aperta la questione della retroattività del Patto: il governo italiano sostiene che la norma non si applichi agli arrivi precedenti al 12 giugno 2026, data di entrata in vigore del testo, ma la questione rimane ambigua.
Secondo fonti governative francesi citate dall'Ansa, Parigi ha deciso di non aderire al gruppo di Paesi che rimpatriano i migranti in Italia. Il Ministero dell'Interno spagnolo ha affermato di preferire i meccanismi di solidarietà europei alle "restrizioni bilaterali isolate". L'opposizione italiana attacca il governo, definendo la linea dura adottata a Ceuta un boomerang.
Leggi l'articolo originale in italiano su Corriere della Sera.
La Corte Suprema ha ribadito: la cittadinanza nasce con la persona.
- Si è aperto un nuovo fronte legale
- È ancora possibile presentare le istanze.
- Valutazione individuale prima di qualsiasi decisione.







































