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Cittadinanza

La Corte d'Appello stabilisce che la cittadinanza italiana per discendenza è un diritto "permanente e imprescrittibile".

La Corte italiana ribalta la sentenza di Salerno e conferma: la cittadinanza è un diritto imprescrittibile.

La sentenza di Salerno rafforza la cittadinanza italiana e infligge una sconfitta al Ministero prima del processo di Cassazione.
La sentenza di Salerno rafforza la cittadinanza italiana e infligge una sconfitta al Ministero prima del processo di Cassazione.

A Corte d'appello di Salerno è stata emessa, questo giovedì (09), una decisione fondamentale che rafforza il diritto alla cittadinanza. iure sanguinisRibaltando una precedente sentenza, i giudici hanno riaffermato lo status della cittadinanza italiana. Ha una natura permanente e imprescrittibile.e non può essere limitata da ostacoli amministrativi.

Il caso è iniziato nel Tribunale ordinario di Salernoprima del Decreto Tajani, che aveva respinto la richiesta di un richiedente argentino per "mancanza di legittimazione attiva". All'epoca, il giudice di primo grado sostenne che, poiché il padre del richiedente era già stato riconosciuto come italiano dal Tribunale di Roma nel 2019, il figlio avrebbe dovuto richiedere la registrazione direttamente al consolato, senza ricorrere al procedimento giudiziario.

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in ogni caso, il Corte d'appello di Salerno ha accettato la ricostruzione legale presentata dall'avvocato. Maria Stella La MalfaLa sentenza chiarisce che la cittadinanza è un diritto originario e che la richiesta giudiziaria serve a eliminare le incertezze.

Secondo il testo, "la richiesta di riconoscimento della cittadinanza per diritto di sangue rientra nella categoria delle azioni giuridiche dette azioni dichiarative, poiché la richiesta e il successivo provvedimento del giudice mirano a eliminare uno stato di incertezza giuridica".

I giudici hanno sottolineato che «l'atto in questione, pertanto, non è costitutivo perché non mira a creare un nuovo status giuridico, bensì a confermare il diritto alla cittadinanza italiana posseduto ininterrottamente dalla nascita dal discendente di un cittadino italiano». Il testo ribadisce inoltre che «lo status di cittadinanza, una volta acquisito, è permanente e imprescrittibile».

La sentenza ha inoltre precisato che il luogo di nascita è irrilevante, poiché il diritto si trasmette per via di sangue. Con la stessa sentenza, il Ministero dell'Interno è stato condannato al pagamento delle spese processuali di entrambi i procedimenti. La Corte ha riconosciuto che la responsabilità per la lentezza e le difficoltà causate dai consolati non può essere attribuita al cittadino.

La vittoria arriva in un momento strategico. Martedì prossimo, 14 aprile 2026, La Corte di Cassazione si pronuncerà sull'applicazione del Decreto Tajani.La sentenza stabilirà se le nuove restrizioni previste dalla legge del 2025 potranno, tra l'altro, incidere retroattivamente sui diritti dei discendenti italiani.

Ecco alcuni estratti della frase:

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