A Corte Suprema di Cassazione Il tribunale ha fissato per il 14 aprile 2026 l'udienza relativa alla perdita della cittadinanza italiana a causa della naturalizzazione del padre avvenuta mentre il figlio era minorenne.
L'udienza avrà luogo prima della Sezioni Unite, il massimo organo di standardizzazione della giurisprudenza nell'ordinamento giudiziario italiano.
Il caso discute se la naturalizzazione volontaria di un emigrante italiano all'estero, quando il figlio era ancora minorenne, possa comportare la perdita automatica della cittadinanza italiana per il discendente.
Contesto negli Stati Uniti
Questa situazione è più frequente nei casi che coinvolgono immigrati che hanno ottenuto la cittadinanza naturalizzata negli Stati Uniti.
In certi periodi storici, la legge statunitense richiedeva che uno straniero, una volta naturalizzato cittadino, prestasse un giuramento formale in cui rinunciava a qualsiasi precedente fedeltà.
L'ordinamento giuridico dell'epoca non riconosceva pienamente la coesistenza di due cittadinanze come situazione giuridicamente stabile.
In pratica, molti italiani che hanno ottenuto la cittadinanza naturalizzata negli Stati Uniti hanno dichiarato di aver rinunciato alla loro cittadinanza originaria per ottenere quella americana.
La controversia sorge quando questa naturalizzazione avviene quando i figli sono ancora minorenni. Si discute se la perdita della cittadinanza del padre si estenda automaticamente ai figli.
Il processo riguarda due casi patrocinati dall'avvocato. Marco Mellone e una terza condotta dall'avvocato Monica Restanio.
Base giuridica italiana
Il dibattito è legato all'interpretazione dell'articolo 12, comma 2, della legge n. 555 del 1912.
Le famiglie italo-americane contestano le interpretazioni storiche secondo cui la naturalizzazione del padre implica automaticamente la perdita della cittadinanza per i figli minorenni.
Poiché il caso sarà esaminato dalle Sezioni Unite, la decisione potrebbe stabilire principi di diritto vincolanti per i tribunali inferiori e influenzare la prassi amministrativa.
L'interpretazione adottata potrebbe avere ripercussioni su migliaia di procedimenti giudiziari e amministrativi relativi al riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza.
Non si tratta della sentenza relativa al decreto Tajani.
L'udienza prevista per il 14 aprile, originariamente prevista per l'11 gennaio 2026, Ciò non deve essere confuso con il caso previsto per l'11 marzo.quando la Corte Costituzionale dovrà analizzare la costituzionalità del cosiddetto Decreto Tajani.
Si tratta di processi distinti in fasi diverse.
Il processo presso le Sezioni Unite verte sull'interpretazione storica della disciplina relativa alla perdita della cittadinanza per naturalizzazione del padre durante la minore età del figlio.
Il caso dell'11 marzo riguarda la costituzionalità della recente legislazione.



















































