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Cittadinanza

Il tribunale respinge il ricorso di Torino contro il decreto sulla cittadinanza, ma il dibattito prosegue a giugno.

La Corte Costituzionale respinge le impugnazioni del decreto che limita la cittadinanza italiana nel caso di Torino; ma la battaglia continua.

Il tribunale decide sul caso di Torino e i prossimi processi sulla cittadinanza italiana si terranno a giugno.
Il tribunale decide sul caso di Torino e i prossimi processi sulla cittadinanza italiana si terranno a giugno.

La Corte Costituzionale italiana ha dichiarato parzialmente infondato e parzialmente inammissibile Le questioni di legittimità costituzionale sollevate avverso il decreto-legge n. 36 del 2025, che disciplina la cittadinanza italiana.

Il ricorso era stato sollevato dal Tribunale di Torino e aveva come oggetto l'art. 1 del decreto, poi convertito nella legge n. 74 del 2025.

La decisione è stata annunciata 24 ore dopo l'udienza, in dichiarazione ufficiale questo giovedì 12 marzo 2026.

La sentenza sarà pubblicata in seguito.

Nonostante la dichiarazione ufficiale, la Corte non ha ancora reso pubblica la motivazione completa alla base della sua decisione.

La pubblicazione della sentenza potrebbe richiedere alcune settimane.

In assenza di tale documento, non è ancora possibile analizzare nel dettaglio le argomentazioni utilizzate dalla Corte per respingere le questioni sollevate dal Tribunale di Torino.

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Ulteriori casi saranno analizzati a giugno.

L'argomento verrà nuovamente rivisto da Corte costituzionaleUna nuova udienza è prevista per il 9 giugno 2026.

In tale data saranno analizzati altri ricorsi al decreto, tra cui il caso presentato dal Tribunale di Mantova.

Potranno essere valutati anche i casi provenienti da Campobasso, anche se non è ancora stata fissata la data dell'udienza.

Questi casi hanno una portata più ampia e non presentano le stesse questioni procedurali sollevate nel caso di Torino.

Cosa dice il decreto?

Il decreto stabilisce nuove regole per il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza.

La norma stabilisce che chiunque sia nato all'estero, anche prima dell'entrata in vigore della norma, e sia titolare di un'altra cittadinanza, è considerato non aver acquisito la cittadinanza italiana.

Esistono delle eccezioni previste dalla legge stessa.

La norma non si applica quando il riconoscimento della cittadinanza è stato richiesto prima delle 23:59 del 27 marzo 2025.

Sono esclusi anche i casi in cui uno dei genitori o dei nonni possedeva esclusivamente la cittadinanza italiana, anche al momento della morte.

Un'altra eccezione si verifica quando uno dei genitori o dei genitori adottivi ha risieduto in Italia per almeno due anni consecutivi dopo aver acquisito la cittadinanza italiana e prima della nascita o dell'adozione del bambino.

Le questioni sollevate dal Tribunale di Torino

Il Tribunale di Torino ha contestato la legittimità costituzionale della norma basata sull'articolo 3 della Costituzione italiana.

Secondo la Corte, potrebbe esserci arbitrarietà nel distinguere tra le richieste di riconoscimento della cittadinanza presentate prima e dopo il 28 marzo 2025.

È stato inoltre sottolineato che potrebbe esserci una violazione dei diritti acquisiti, in quanto la norma rappresenterebbe una revoca implicita della cittadinanza con effetti retroattivi.

La Corte Costituzionale ha respinto queste accuse e le ha dichiarate infondate.

Trattati internazionali

È stata respinta anche la censura di violazione dell'articolo 9 del Trattato sull'Unione europea e dell'articolo 20 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che stabiliscono la cittadinanza dell'Unione per coloro che possiedono la cittadinanza di uno Stato membro.

Altre domande sono state ritenute inammissibili.

Tra queste vi è la presunta violazione della Dichiarazione universale dei diritti umani, che stabilisce che nessuno può essere arbitrariamente privato della propria cittadinanza.

È stata ritenuta inammissibile anche la censura relativa alla violazione della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, secondo la quale nessuno può essere privato del diritto di entrare nel territorio dello Stato di cui è cittadino.

1 Commento

1 Commento

  1. Jhenifer

    12 marzo 2026 alle 20:30

    Detto questo, spero che non facciano marcia indietro quando la popolazione invecchierà (completamente) e ci sarà carenza di manodopera e cose del genere.

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