A Corte di Cassazione italiana La Corte si pronuncerà la prossima settimana, il 14 aprile 2026, su questioni chiave riguardanti la cittadinanza italiana per discendenza. La decisione potrebbe avere ripercussioni su migliaia di domande e modificare l'interpretazione delle norme vigenti.
Esperti consultati da Italianismo Essi ritengono che la sentenza di questa Corte sia prevalentemente di natura tecnica. L'analisi si concentra sull'interpretazione delle norme esistenti e sulla standardizzazione delle interpretazioni giuridiche.
Questo profilo differisce dal ruolo della Corte costituzionale., che possono prendere decisioni con un maggiore impatto istituzionale.
Sono stati contattati anche gli avvocati coinvolti nel procedimento, ma hanno preferito non rilasciare interviste prima dell'udienza. "Per rispetto nei confronti della Corte Suprema."
Cosa verrà deciso?
Le Camere Unite della Corte analizzeranno due questioni principali. (RG.18354/2024 e RG.18357/2024).
La prima questione riguarda la potenziale perdita della cittadinanza italiana per i figli minorenni qualora il padre o la madre ottengano la cittadinanza di un altro Paese.
La seconda questione riguarda l'applicazione nel tempo della nuova legge del 2025, che ha modificato le norme per il riconoscimento della cittadinanza italiana. In altre parole, se la legge si applichi solo al futuro o influisca anche sul passato.
I figli di cittadini italiani possono perdere la cittadinanza?
Il punto centrale è l'interpretazione di una vecchia legge del 1912.
Il dibattito verte sui figli di italiani nati all'estero che già possedevano la doppia cittadinanza dalla nascita.
La questione è se questi bambini perdano automaticamente la cittadinanza italiana quando il padre o la madre acquisiscono la cittadinanza straniera mentre sono minorenni.
Oggi esistono due interpretazioni. Una sostiene che la cittadinanza sia andata perduta, seguendo la logica dell'epoca, che privilegiava l'unità familiare.
Altri ritengono che non vi sia una perdita automatica della cittadinanza, poiché la persona era già cittadina di due paesi fin dalla nascita.
La decisione determinerà quale interpretazione dovrà prevalere.
Perché è importante
Questa definizione potrebbe avere un impatto diretto sulla linea di trasmissione della cittadinanza italiana.
In molti casi, il riconoscimento dipende dalla dimostrazione che nessun antenato abbia perso la cittadinanza nel corso delle generazioni.
Se il tribunale stabilisce che si è verificata una perdita automatica, molte linee di credito potrebbero essere revocate. Se invece stabilisce che non vi è stata alcuna perdita, tali linee di credito rimangono valide.
Quali cambiamenti verranno introdotti dalla legge del 2025?
Il secondo punto riguarda la nuova legge italiana del 2025. Tale legge ha introdotto norme più restrittive per il riconoscimento della cittadinanza per discendenza.
Stabilisce che, con alcune eccezioni, le persone nate all'estero e con un'altra cittadinanza possono essere considerate come se non avessero acquisito la cittadinanza italiana.
Una di queste eccezioni si applica a coloro che avevano già effettuato l'ordine entro il 27 marzo 2025.
La legge può applicarsi al passato?
La grande questione è se questa nuova norma possa essere applicata anche a persone nate prima dell'entrata in vigore della legge. In altre parole, se qualcuno che già possedeva il diritto di cittadinanza possa perderlo a causa della nuova norma.
Questa discussione verte sul concetto di applicazione retroattiva della legge.
La decisione del tribunale indicherà se la nuova norma potrà riguardare i casi precedenti o solo le nuove richieste.
Chi potrebbe essere interessato?
L'impatto è diffuso.
Potrebbero essere interessati i seguenti aspetti:
- Discendenti di italiani che non hanno ancora presentato domanda;
- Persone con procedimenti in corso (avviati dopo il 28 marzo 2025);
- Famiglie che dipendono dalla continuità della cittadinanza attraverso le generazioni.
La decisione potrebbe avere ripercussioni anche su tribunali e consolati.
Perché la decisione è considerata storica
La sentenza dovrebbe unificare le interpretazioni attualmente divergenti. Inoltre, definirà come le vecchie e le nuove norme debbano essere applicate congiuntamente.
Il risultato potrebbe stabilire un precedente per tutti i futuri casi di cittadinanza italiana per discendenza.




















































