Continua a diminuire il numero dei matrimoni in Italia. Dati Istat segnaliamo che, nel 2023, sono stati celebrati 184.207 matrimoni, in calo del 2,6% rispetto all'anno precedente.
Nei primi otto mesi del 2024 la riduzione è stata ancora più pronunciata, pari al -6,7%. Allo stesso tempo, i secondi matrimoni e le unioni civili hanno mostrato una crescita, riflettendo i cambiamenti nei modelli familiari e sociali del Paese.
Calo dei matrimoni e cambiamento degli standard
I primi matrimoni, che rappresentano il 75,9% del totale, hanno registrato un calo più marcato (-4,3%) nel 2023. Questo calo è legato all’aumento delle unioni libere (coesistere more uxorio), che è più che triplicato tra il 2000 e il 2023. Incide anche la trasformazione del processo di transizione all’età adulta: oggi i giovani danno priorità alla convivenza prima di sposarsi, studiare o cercare l’autonomia finanziaria.
Inoltre, la bassa fecondità a partire dagli anni ’1970 ha ridotto il numero di persone in età da matrimonio, contribuendo al declino strutturale dei matrimoni.
Seconde nozze in aumento
In 2023, 44.320 matrimoni coinvolto almeno un coniuge con pregressa esperienza coniugale, il numero più alto mai registrato. Questa categoria rappresenta il 24,1% del totale dei matrimoni nel Paese.
L’aumento delle seconde nozze è attribuito all’instabilità coniugale e all’introduzione del divorzio rapido nel 2015. In questi casi prevale il rito civile, utilizzato nel 95% delle seconde nozze.
Unioni civili in aumento, ma con segnali di stabilizzazione
Le unioni civili tra persone dello stesso sesso sono cresciute del 7,3% nel 2023, aggiungendo 3.019 celebrazioni. Tuttavia, i dati preliminari per il 2024 indicano un leggero rallentamento (-2,1%). Regioni settentrionali, come lombardia e Emilia-Romagna, in testa, con 7,1 sindacati ogni 100mila abitanti.
L’aumento delle unioni civili riflette i progressi nell’inclusione sociale dall’attuazione della legge n. 76 del 2016, che regola le unioni omosessuali in Italia.
Matrimoni misti e nuovi modelli familiari
Nel 2023 il 16,1% dei matrimoni ha coinvolto almeno un coniuge straniero, con particolare attenzione alla provincia di Bolzano (28,9%). Tra i matrimoni misti, il 71,3% avviene tra italiani e stranieri, in maggioranza uomini e donne italiani di origine rumena, ucraina o ucraina. Brasiliano.
Tra i naturalizzati italiani sono aumentati in modo significativo i matrimoni misti, indice di un maggiore livello di integrazione sociale.
Tendenza: maggiore separazione dei beni
Nel 74,3 la separazione patrimoniale è stata adottata nel 2023% dei matrimoni, mantenendo la tendenza al rialzo osservata dal 1995.






















































