Il numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana nel 2024 è cresciuto del 4,4% rispetto all'anno precedente. La stima è di 121 nuove acquisizioni, rispetto alle 116 registrate nel 2023, secondo un'indagine dell'Istat, riportata dall'agenzia di stampa Adnkronos.
Più della metà dei casi, il 52%, sono stati ottenuti per discendenza, sulla base del principio di jus sanguinis, che riconosce il diritto del sangue ai figli, nipoti e pronipoti degli italiani.
Il Sud America rappresenta la maggior parte dei riconoscimenti. Solo nel 2023, sono stati oltre 90. Il Brasile si distingue, con oltre 41mila nuovi cittadini italiani.
Al secondo posto si colloca l'Argentina, con circa 33 mila riconoscimenti.
Due consolati rappresentano i volumi più elevati al mondo: San Paolo, con quasi 21 acquisizioni, e Buenos Aires, con oltre 12. Insieme, rappresentano il 28,4% di tutte le cittadinanze italiane riconosciute nel mondo nel 2023.
In Europa, i numeri sono più modesti: nello stesso periodo si sono registrati circa 14 riconoscimenti.
Le modifiche alla legge potrebbero ridurre i numeri nel 2025
L'aspettativa è che i numeri del 2025 saranno più piccoli di quelli del 2024. Questo perché il riforma della cittadinanza, approvata a maggio, ha limitato significativamente il riconoscimento della cittadinanza per discendenza diretta a livello amministrativo, ovvero nei consolati e nei comuni italiani.
La chiamata Decreto Tajani, che ha modificato l'accesso automatico a jus sanguinis, cominciò a chiedere legami efficaci con l'Italia.
Di conseguenza, la via giudiziaria è diventata l'unico mezzo possibile per riconoscere la cittadinanza a una larga parte dei discendenti, soprattutto in Sud America. I tribunali italiani continuano a ricevere nuovi casi ed emettere migliaia di sentenze favorevoli, tutte, tuttavia, riguardanti casi avviati prima della nuova legge.
Nel frattempo, il Corte costituzionale Il governo italiano valuta la costituzionalità della nuova legge. Gli avvocati specializzati in diritto costituzionale ritengono che la legge approvata dal governo del Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Melonic sarà considerata incostituzionale, in quanto viola il principio di trasmissione della cittadinanza attraverso legami di sangue garantito dalla precedente legislazione.
La decisione è prevista per maggio 2026.






































