La “Lady di ferro” italiana ha subito la sua prima grande sconfitta alle urne. In un referendum che ha paralizzato l’Italia domenica (22) e lunedì (23), gli italiani hanno detto "NO" à un'ambiziosa riforma costituzionale del sistema giudiziario Proposta da Giorgia Meloni. Con quasi il 98% dei voti scrutinati, il programma principale del governo per il 2026 è crollato con un margine di quasi 8 punti percentuali.
La fine dell'invincibilità di Meloni.
Meloni ha fatto una grande scommessa: è andato nei podcast più popolari, come quello di Fedeze mobilitò i suoi ministri in un'aggressiva campagna per il "Sì".
La strategia, tuttavia, si è rivelata inefficace. L'elevata affluenza (58,9%) ha dimostrato che l'elettorato dell'opposizione, soprattutto nelle roccaforti di sinistra come Toscana ed Emilia-RomagnaSi sono presentati in massa per trasformare il voto tecnico in un plebiscito sul governo stesso.
Ciò che è stato respinto: l'eredità di Berlusconi.
La riforma mirava ad attuare i cambiamenti che il compianto Silvio Berlusconi aveva auspicato per decenni:
- Interruzione di carriera: Per impedire che i pubblici ministeri diventino giudici (e viceversa).
- Estrazione a premi al CSM: Modificare il processo elettorale per l'organo che governa la magistratura al fine di evitare "manovre politiche".
- Tribunale disciplinare: Creare un'entità esterna per punire i giudici.
Per i critici, si trattava di un tentativo di "mettere a tacere" la magistratura e proteggere i politici dalle indagini. Per Meloni, era "modernizzazione". Il popolo ha scelto la prima interpretazione.
“Bella Ciao” e il grido di rinuncia
L'atmosfera dopo i risultati elettorali è di festa tra l'opposizione e di tensione a Roma. A Napoli, i magistrati hanno festeggiato al suono di "Bella Ciao", l'inno della resistenza antifascista. A Milano, i manifestanti chiedono già le dimissioni del Presidente del Consiglio.
«La sovranità appartiene al popolo. Sosteniamo la riforma fino in fondo e rispettiamo la decisione», ha dichiarato Meloni in un video, tentando di contenere i danni e assicurando che non si dimetterà.






















































Lincoln EL De Oliveira
24 marzo 2026 alle 01:25
Il suo momento arriverà…