La Corte di Cassazione di Roma, la più alta corte d'Italia, ha stabilito che le azioni legali volte al riconoscimento della cittadinanza per diritto di sangue promosse da residenti all'estero devono essere presentate al tribunale del luogo di nascita dell'avo italiano.
La decisione è contenuta in sentenza n. 283/2026, pubblicato il 6 gennaio 2026. L'intesa elimina la possibilità di proporre ricorso al Tribunale di Roma in base alla giurisdizione della Pubblica Amministrazione.
Capire la Corte Suprema
Il caso ha esaminato un conflitto di giurisdizione dopo che il Tribunale di Roma ha rifiutato di esaminare una domanda di cittadinanza e ha rinviato il caso a... Tribunale di Venezia.
Gli attori, rappresentati dagli avvocati Giovanni Bonato e Riccardo de Simone, hanno sostenuto che il tribunale di Roma dovesse essere considerato un'alternativa al tribunale del luogo di nascita dell'avo italiano. Secondo questa argomentazione, vi sarebbe un conflitto tra i due criteri.
La Corte ha respinto tale argomentazione.
Base giuridica
La decisione cita l'articolo 4, comma 5, del decreto-legge n. 13 del 2017, come modificato dalla legge n. 206 del 2021. La norma stabilisce che, quando il richiedente risiede all'estero, la competenza territoriale deve essere quella del comune di nascita del padre, della madre o dell'avo italiano.
Secondo la Corte, tale norma costituisce una deroga espressa al cosiddetto foro erariale, previsto dall'articolo 25 del codice di procedura civile italiano.
L'idea è che il criterio giuridico sia chiaro, specifico e incompatibile con l'applicazione alternativa dello Statuto di Roma.
Impatto pratico
Con questa decisione, i discendenti degli italiani dovranno presentare querele presso il tribunale corrispondente al luogo di nascita del loro antenato in Italia.
I discendenti di emigranti nati in Veneto dovranno presentare la domanda a Venezia. I discendenti di toscani, ad esempio, dovranno presentare la domanda a Firenze.
La giurisdizione è stata dichiarata non derogabile.
Vedi la frase completa:
























































COSMONAUTA 2
22 febbraio 2026 alle 15:10
Facciamo causa!!!
Sione
23 febbraio 2026 alle 13:23
Ciò che mi è piaciuto è stato il nome della Corte di Cassazione.