L'espressione "cittadinanza fittizia" ha caratterizzato la prima sessione del processo di estradizione dell'ex deputata federale. Carla Zambelli, tenutasi mercoledì 11 presso la Corte d'Appello di Roma.
Secondo l'avvocato Pieremilio Sammarco, il procuratore italiano Erminio Amelio ha affermato che la cittadinanza italiana di Zambelli sarebbe "Solo una facciata."
"Ha dichiarato testualmente che la cittadinanza italiana di Zambelli è 'solo una facciata' e che, formalmente, lei è italiana, ma sostanzialmente no. È un'assurdità giuridica che ho fortemente contestato in un'udienza subito dopo, quando ho preso la parola ieri", ha dichiarato Sammarco.
Dibattito sullo jus sanguinis
Zambelli ottenne la cittadinanza italiana in base al principio dello jus sanguinis, il diritto di sangue, grazie alla sua origine italiana.
La difesa sostiene che la dichiarazione del pubblico ministero, pur essendo resa in un caso specifico, rivela una scarsa conoscenza della normativa che riconosce la cittadinanza italiana per discendenza.
L'argomento è stato ampiamente dibattuto in Italia, dove si discute delle restrizioni alla concessione della cittadinanza ai discendenti.
Strategia nel processo
La Corte ha precedenti che impediscono l'estradizione in casi di condanna per reati politici. I reati comuni non sono inclusi in questa interpretazione.
La strategia della difesa è quella di dimostrare che il processo in Brasile era di natura politica.
Sammarco cerca di coinvolgere l'esperto come testimone. Eduardo Tagliaferro, ex consigliere speciale per la lotta alla disinformazione presso la Corte Elettorale Superiore. La difesa sostiene di poter confermare che Zambelli è vittima di persecuzione politica in Brasile, in particolare da parte del giudice della Corte Suprema Federale Alexandre de Moraes.
La corte ha deciso di non ascoltare la testimonianza di Tagliaferro in questa fase. Dopo aver analizzato le argomentazioni, i giudici decideranno se la testimonianza sarà ritenuta utile.
Condanna in Brasile
Condannata a 10 anni di carcere dalla Corte Suprema Federale, Carla Zambelli è stata accusata di aver pagato l'hacker Walter Delgatti Neto, noto come "hacker di Araraquara", per introdursi nei sistemi del Consiglio Nazionale di Giustizia.
Secondo l'accusa, l'irruzione ha portato all'emissione di un falso mandato di arresto firmato da Alexandre de Moraes, nel quale egli stesso era indicato come imputato.





























































COSMONAUTA
13 febbraio 2026 alle 01:54
La persona non è cittadina né qui né in Italia.
Antonio Lucio Carnielli
14 febbraio 2026 alle 18:26
Ottenere una seconda cittadinanza in paesi dominati per decenni dai comunisti, dagli anarchici e ora dalla nuova tendenza dei globalisti, è una TRAPPOLA PERICOLOSA.
SCAPPATE VIA DA QUESTO POSTO CHIAMATO ITALIA.
Sono geneticamente italiano e lo dico senza esitazione.