Mercoledì scorso (2) il governo italiano ha riferito di un attentato Hacker ha raggiunto diversi sistemi di informazione riservata, tra cui i siti web dei Ministeri della Giustizia e delle Finanze e delle società italiane Tim e Telespazio.
Il principale sospettato dei reati informatici ha 24 anni e lavora nel settore informatico a Roma.
È stato arrestato martedì scorso (1°) dopo aver utilizzato cinque false identità per commettere le infrazioni.
Secondo le autorità, il giovane, la cui identità non è stata rivelata, ha potuto accedere a fascicoli investigativi coperti dal segreto investigativo, ma non ha avuto accesso ai documenti antiterrorismo.
"Si è trattato di un attentato grave che ha causato danni alla sicurezza", ha detto il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo.
Le autorità hanno anche rivelato che le prime violazioni sono state scoperte a Napoli, nel sud del Paese. Il procuratore del capoluogo campano, Nicola Gratteri, ha spiegato alla stampa che, dopo la minaccia provocata dal criminale, "abbiamo deciso di non utilizzare più email, WhatsApp e altri strumenti simili".
"In realtà siamo tornati al tavolo da disegno per paura che [l'hacker] potesse intercettare qualcosa", ha aggiunto Gratteri.
Secondo la presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, l'obiettivo dell'aggressore era quello di “ottenere dati coperti dal segreto investigativo, danneggiando così la lotta alla criminalità organizzata”.
Ora il presunto hacker dovrà rispondere dei reati di accesso non autorizzato aggravato ad installazioni e diffusione di malware e programmi software in collaborazione con ignoti. (ANSA)






































