Il tribunale di Palermo, in Sicilia, ha emesso la prima sentenza negativa nota dall'entrata in vigore delle nuove norme imposte dal governo italiano. La sentenza, firmata dal giudice ad interim Carmela Caranna il 7 febbraio 2026, ha applicato il controverso decreto Tajani del marzo 2025, che ha respinto il riconoscimento della cittadinanza per una famiglia di discendenti.
A differenza di altri tribunali, come quelli di Roma e Caltanissetta, ad esempio, che hanno scelto di sospendere il procedimento e attendere la decisione della Corte Costituzionale, il giudice siciliano ha deciso per l'archiviazione immediata. La Corte Costituzionale ha udienza fissata per l'11 marzo per valutare la validità delle nuove regole.
La posizione di Palermo contrasta con il cosiddetto buon senso giuridico applicato in altri tribunali. Sospendendo le decisioni, i giudici evitano perdite finanziarie e procedurali per i ricorrenti, poiché un'eventuale dichiarazione di incostituzionalità della nuova legge costringerebbe le famiglie a presentare nuovi ricorsi, generando ulteriori spese tra spese processuali e legali.
Fretta nel giudicare i casi
Tuttavia, Palermo non è un'eccezione isolata. Anche il Tribunale di Genova ha comunicato che manterrà le udienze previste per aprile. L'intesa a Genova è che i processi debbano seguire il testo attuale del decreto, indipendentemente dalla prossimità della sentenza del tribunale superiore di Roma.
Secondo un documento della Sezione XI del Codice Civile, ottenuto da ItalianismoLa corte ha stabilito che i casi registrati in successione alle 00:59 del 27 marzo 2025 dovranno essere decisi "immediatamente". Il documento fissa le udienze per il 15 aprile 2026, utilizzando la procedura della nota scritta per accelerare la chiusura dei casi.
Sebbene la Corte costituzionale abbia fissato l'udienza per l'11 marzo, è tecnicamente improbabile che la sentenza completa e la sua motivazione siano note e pubblicate entro la data stabilita da Genova.
Il caso Palermo
Il caso giudicato a Palermo riguardava i discendenti di un cittadino italiano emigrato in Argentina. La sentenza ha accolto la richiesta solo per uno dei ricorrenti che rientrava nelle eccezioni previste dalla nuova normativa, negando invece tale diritto agli altri familiari.
Secondo gli avvocati consultati da Italianismo, la fretta di applicare la norma prima del verdetto della Corte Costituzionale crea incertezza giuridica. Se il decreto venisse annullato a marzo, le famiglie colpite da questa sentenza negativa dovranno sostenere l'onere finanziario e i tempi di attesa di un processo di appello per ribaltare la decisione.



















































COSMONAUTA
22 febbraio 2026 alle 14:50
Con la fine della tariffa imposta dalla corte statunitense, ribadisco che il decreto che ha istituito la legge era un decreto di emergenza per la difesa nazionale. Questa è la giustificazione più plausibile tra le tre che ne dimostrano l'incostituzionalità.
COSMONAUTA
22 febbraio 2026 alle 14:53
È sorprendente quanto sia indietro l'Italia. Come mai non hanno qualcosa di simile a un'azione diretta di incostituzionalità? Non può essere come abbiamo visto, dove l'analisi di costituzionalità viene svolta dalla stessa Camera che approverà la legge. Prendi un Congresso truccato dalla corruzione e dal fascismo: ti faranno a pezzi il sedere in nome del male.
COSMONAUTA 2
22 febbraio 2026 alle 14:53
È sorprendente quanto sia indietro l'Italia. Come mai non hanno qualcosa di simile a un'azione diretta di incostituzionalità? Non può essere come abbiamo visto, dove l'analisi di costituzionalità viene svolta dalla stessa Camera che approverà la legge. Prendi un Congresso truccato dalla corruzione e dal fascismo: ti faranno a pezzi il sedere in nome del male.
Meres Barbosa
22 febbraio 2026 alle 19:24
Sono rimasta colpita anche dalla questura di Palermo. Sono sposata con un italiano da 3 anni e stiamo insieme da 14. Viviamo a Palermo e ancora oggi non ho il permesso di soggiorno. È una vergogna in un Paese come l'Italia.
Raphael
24 febbraio 2026 alle 12:19
Ho appena visto che ieri, 23 febbraio, a Napoli, il giudice Grella Concetta ha definito tre casi presentati nell'aprile 2025.
Qualcuno può dire se il risultato è positivo?
Casi: 8375 / 7855 / 7692 – Tutti depositati nell'aprile 2025