Il pubblico di "Corte suprema di cassazione" a Roma, in Italia, che martedì (12) deciderà sulla tesi della Grande Naturalizzazione, sarà segnata da proteste davanti al Palazzo di Giustizia, l'edificio dove si terrà l'incontro.
Secondo le informazioni ottenute dal Portale ItalianismoInizialmente parteciperanno al movimento 50 brasiliani che si trovano nella regione Lazio e i cui procedimenti amministrativi per il riconoscimento della cittadinanza italiana sono stati interrotti.
Nel gennaio di quest'anno, il Ministero dell'Interno ha inviato una circolare ai comuni italiani avvisando di sospendere i processi fino alla decisione della Corte Suprema italiana di martedì prossimo.
Vale la pena ricordare che, se la decisione in '”Corte Suprema di Cassazione” è sfavorevole, cioè fa prevalere la tesi della Grande Naturalizzazione, si stima che ne saranno colpiti circa 5-6 milioni di italo-brasiliani.
Tutta la controversia ebbe inizio quando la Procura della Repubblica italiana, tramite l'Avvocatura dello Stato, iniziò a ritardare i procedimenti di cittadinanza italiana "iuris sanguinis" sulla base di un decreto del governo brasiliano del 15 novembre 1889.
Secondo il decreto, tutti gli immigrati italiani in Brasile sarebbero stati naturalizzati brasiliani, il che avrebbe invalidato l'ascendenza italiana dei loro nipoti, pronipoti e così via, invalidando anche i procedimenti di cittadinanza italiana. Questa tesi divenne nota come Grande naturalizzazione.
Dall'inizio della controversia diversi politici in Italia e Brasile si sono battuti per i diritti degli italo-brasiliani. Per mettere definitivamente fine alla controversia, il 12 luglio è stata fissata un'udienza al Palazzo di Giustizia. L'udienza avrà luogo alle 10 (5:XNUMX, ora di Brasilia).





































