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Cittadinanza

Frode sulla cittadinanza: la Corte Suprema italiana condanna un brasiliano a 4 anni di carcere.

La Corte di Cassazione conferma la condanna di un uomo brasiliano per un sistema di falsa residenza nelle domande di cittadinanza italiana.

La Corte Suprema italiana conferma la condanna a 4 anni di carcere per un brasiliano ritenuto colpevole di frode relativa a falsa registrazione della residenza.
La Corte Suprema italiana conferma la condanna a 4 anni di carcere per un brasiliano ritenuto colpevole di frode relativa a falsa registrazione della residenza.

La Corte di Cassazione italiana ha confermato la condanna di un cittadino brasiliano a 4 anni e 6 mesi di carcere per aver partecipato a un'operazione volta ad ottenere fraudolentemente la cittadinanza italiana. La pena è stata imposta per falsificazione di documenti in un atto pubblico, sulla base di falsi registri di residenza utilizzati per avviare il procedimento. iure sanguinis nel comune di Brusciano, in provincia di Napoli.

La sentenza, emessa dalla Corte di Cassazione, istanza equivalente alla Corte Superiore di Giustizia (STJ) in Brasile, ha annullato anche parte della sentenza della Corte d'Appello di Napoli, in particolare per quanto riguarda l'accusa di associazione a delinquere nei confronti del LB italiano.

Il processo ha rivelato le attività di una rete illegale tra il 2014 e il 2017. Il cittadino brasiliano VLS, residente a Terni e proprietario di un'agenzia per l'immigrazione, è stato identificato come responsabile del reclutamento di individui interessati alla cittadinanza italiana. Secondo la sentenza del tribunale... ottenuto da ItalianismoIndirizzò i richiedenti al comune di Brusciano, dove vennero falsamente registrati come residenti locali.

La sentenza è stata emessa dalla Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 882/2026, presieduta da Luca Pistorelli e relatrice la consigliera Elisabetta Maria Morosini.

Pratiche irregolari

Le indagini, basate su intercettazioni telefoniche, sequestri di documenti e testimonianze, hanno evidenziato l'operatività di una rete tra il 2014 e il 2017. La frode consisteva nell'iscrizione abusiva di stranieri non effettivamente residenti nel comune di Brusciano.

Secondo la Corte di Cassazione, tale prassi «consenteva di avviare il procedimento di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis nel comune di Brusciano, anche in assenza della documentazione richiesta dalla legge per dimostrare la discendenza diretta da cittadino italiano».

Nella sentenza si legge: "L'iscrizione di cittadini stranieri che non hanno mai risieduto nel comune costituisce falsificazione di documenti in un atto pubblico".

La corte ha respinto l'argomentazione della "dichiarazione di presenza".

La difesa di VLS ha sostenuto che una semplice "dichiarazione di presenza" sarebbe stata sufficiente per convalidare la registrazione, senza la necessità della residenza abituale. La Corte ha confutato tale argomentazione e ha chiarito:

"La dichiarazione di presenza legittima il soggiorno dello straniero... ma l'iscrizione richiede che lo straniero stabilisca la propria 'residenza abituale' nel comune."

Secondo la decisione, "il luogo di residenza determina il comune responsabile dello svolgimento e della conclusione del procedimento".

Associazione per delinquere: assenza di intento stabile

Il ricorso di LB è stato parzialmente accolto. La Corte ha annullato la condanna per associazione a delinquere, ritenendo che la cosiddetta "associazione a delinquere" non fosse stata provata. affettio societatisVale a dire l'intenzione stabile e consapevole di unirsi a un gruppo criminale.

Nella sentenza si spiega: "La semplice cooperazione consapevole ad atti illeciti non è sufficiente per configurare un'associazione a delinquere". E si aggiunge: "È necessario dimostrare che l'imputato condividesse stabilmente gli obiettivi e i metodi dell'organizzazione".

Nel caso di LB, la Corte ha ritenuto insufficiente la motivazione del precedente grado di giudizio, affermando che la decisione si era limitata a menzionare che egli "aveva collaborato consapevolmente alla condotta illecita", senza addentrarsi nell'analisi della sua adesione personale e continuativa all'organizzazione.

Il riconoscimento della cittadinanza richiede un legame reale.

La Corte ha ribadito che il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza richiede un nesso territoriale quando il procedimento si svolge nel territorio italiano.

Nella sentenza si sottolinea: "I casi si basavano su false dichiarazioni di residenza, consentendo il riconoscimento della cittadinanza anche in assenza di effettiva presenza sul territorio".

Secondo i giudici, il diritto alla cittadinanza per discendenza (jure sanguinis) esiste, ma per ottenerlo in Italia è necessario che il richiedente sia effettivamente presente nel Paese. L'uso di documenti falsi per giustificare questo legame territoriale costituisce reato.

Il cittadino italiano LB dovrà affrontare un nuovo processo, limitato all'accusa di associazione a delinquere e alla condanna. Il ricorso di VLS è stato respinto in toto e dovrà scontare la pena inflitta di 4 anni e 6 mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali.

2 recensioni

1 Commento

  1. REGINALDO JOSÉ GALENI

    26 gennaio 2026 alle 01:26

    Questa sanzione è corretta. Purtroppo, questa pratica di falsa residenza risale addirittura al 2014. I brasiliani perbene, discendenti di italiani, sono gettati in un mondo di sfiducia a causa di persone che agiscono in questo modo fraudolento. Conosco casi in altre province che hanno portato all'arresto di membri degli uffici per la cittadinanza tra il 2020 e il 2021.

  2. Lincoln

    26 gennaio 2026 alle 10:48

    È a causa di persone come questa che hanno inasprito la legge.

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