L'ambasciatore brasiliano in Italia, Renato Mosca de Souza, è intervenuto questa domenica, 13 aprile, in risposta al post pubblicato sulla pagina del portale Italianismo, su Facebook, in merito al decreto legge n. 36. Il provvedimento limita il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza a sole due generazioni.
La dichiarazione è stata fatta nei commenti alla pubblicazione dell'articolo "L'ambasciatore brasiliano in Italia tace sul decreto sulla cittadinanza", questa domenica.
“Cari amici brasiliani, dal 28 marzo l’Ambasciata è in dialogo permanente con le autorità governative e i rappresentanti dell’opposizione per difendere gli interessi degli italo-brasiliani”, ha scritto l’ambasciatore.
A suo dire, il lavoro diplomatico prosegue in modo discreto ma continuo. “Ci siamo sviluppati senza clamore, nel rispetto delle istituzioni italiane, ma con serietà e impegno, statene certi.”
Difesa degli italo-brasiliani
Il decreto legge 36, approvato a fine marzo, ha provocato la reazione dei discendenti degli italiani in America Latina, soprattutto in Brasile, per aver reso loro difficile il riconoscimento della cittadinanza ius sanguinis (diritto di sangue).
Nel messaggio pubblicato, La mosca di Souza ribadisce di aver lavorato per sensibilizzare il Parlamento italiano sugli impatti della norma. “Chi mi conosce sa cosa è stato fatto a beneficio dei brasiliani in Italia e di quelli in Brasile che attendono il riconoscimento della cittadinanza”, ha scritto.
Infine, si è reso disponibile per chiarimenti: "Sono a disposizione di chiunque voglia parlare con me personalmente e sapere cosa stiamo facendo per difendere gli interessi brasiliani".
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