Il sogno di una famiglia brasiliana di ottenere la cittadinanza italiana è sul punto di infrangersi a causa della negligenza del Consolato generale d'Italia a San Paolo.
Per mesi il consolato ha ignorato le richieste della famiglia di rilasciare l'autorizzazione Codice Fiscale, il CPF italiano, documento essenziale per completare il processo di riconoscimento della cittadinanza.
La mancanza di risposta mette a rischio il sogno
La famiglia, che per ora preferisce rimanere anonima, ha informato Italianismo di aver cercato aiuto da un avvocato italiano, ma senza alcun risultato.
La mancata risposta del consolato ha comportato la sospensione dell'azione legale presso il Tribunale dell'Aquila, in Italia, mettendo a repentaglio l'acquisizione della cittadinanza italiana.
Il problema si ripete e danneggia la comunità italiana
La situazione della famiglia che ricercava l’italianità non è unica. Diversi altri cittadini italo-brasiliani segnalano difficoltà nell'ottenimento del Codice Fiscale accanto al consolato di San Paolo.
Il ritardo nell’emissione del documento genera disagi e frustrazione, ritardando processi importanti e impedendo l’accesso ai diritti fondamentali.
Negligenza e mancanza di punizione
Daniel Taddone, consigliere CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all'Estero), ascoltato da Italianismo, dichiara che l' codice fiscale dovrebbe essere rilasciato senza particolari ostacoli, trattandosi semplicemente di una registrazione fiscale molto simile al nostro CPF.
“Se c'è ancora un motivo concreto, come ad esempio l'essere coinvolti in un procedimento giudiziario in Italia, il rilascio del codice fiscale è un obbligo legale della pubblica amministrazione italiana rappresentata all'estero dai Consolati”, ha affermato.
Purtroppo – aggiunge Taddone – i consolati a volte non rispettano gli atti amministrativi obbligatori ed è molto difficile punire i responsabili di queste omissioni.
“Tutto ciò si riduce a una pessima abitudine della pubblica amministrazione, in generale, che io chiamo 'gioco di sistema', in cui omissioni e ostruzioni hanno il chiaro obiettivo di stancare i cittadini e di farli arrendere”, aggiunge il consigliere di CGI.
L'italianismo cerca risposte, ma il consolato tace
Italianismo ha contattato il Consolato Generale lunedì scorso (20) per chiedere una risposta sul caso, ma finora non ha ricevuto risposta.
Questo articolo verrà aggiornato se ci sarà una posizione da parte del consolato.







































