Anci Veneto, la sezione regionale dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, ha lanciato un appello al Governo affinché risolva con urgenza la crisi che sta colpendo le amministrazioni locali in merito alle richieste di cittadinanza italiana per discendenza. L'organizzazione chiede maggiori risorse finanziarie e umane per soddisfare la crescente domanda.
L'avvertimento è stato rafforzato da Emanuele Rapicavoli, direttore dell'associazione, alla luce del notevole aumento delle cause legali che coinvolgono comuni sovraccarichi, in particolare in Veneto, una delle regioni che riceve il maggior numero di richieste da parte di brasiliani e di altri discendenti di italiani.
«Non siamo contrari al riconoscimento della cittadinanza, ma piuttosto a pagare da soli la mancanza di organizzazione del sistema», ha detto Rapicavoli al quotidiano Il Gazzettino.
I piccoli comuni sotto pressione giudiziaria
Il problema si è aggravato con decisioni che impongono scadenze ravvicinate per il completamento delle procedure, anche in città con infrastrutture minime. In luoghi come la Val di Zoldo o Castagnaro, si accumulano pile di documenti in attesa di analisi.
Secondo i sindaci, molte cause legali vengono presentate tramite avvocati specializzati. che ottengono sentenze favorevoli e fanno pressione sulle amministrazioniIn alcuni casi, i tribunali impongono sanzioni pecuniarie che superano la capacità di bilancio dei comuni.
Una richiesta di azione coordinata da parte dello Stato.
Anci Veneto promuove un'azione congiunta tra governo centrale, magistratura e comuni. L'organizzazione suggerisce la creazione di squadre speciali o l'assegnazione di personale pubblico per assistere le città più colpite.
Il timore è che la situazione possa incidere sugli obiettivi nazionali, come il raggiungimento degli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che si basa sulle risorse europee.
"Vogliamo che il governo capisca che si tratta di un problema strutturale e non di una questione di cattiva volontà da parte dei comuni", ha sottolineato Rapicavoli.
L'associazione sostiene che il modello attuale trasferisce tutto l'onere amministrativo e finanziario ai comuni, mentre il diritto alla cittadinanza è garantito dalla legge nazionale.


























































