Ogni cittadino italiano ha il diritto di trascrivere gli atti di nascita dei propri figli, indipendentemente dall'età. Questo è ciò che ha deciso Tribunale di Biella, nella regione di Piemonte, nel nord Italia.
La recente sentenza rappresenta un'importante vittoria per gli italo-brasiliani, semplificando un iter che prima richiedeva l'intervento dei consolati italiani o un'azione legale.
Ora i cittadini italiani possono iscrivere alla nascita i propri figli maggiorenni – non ancora riconosciuti come italiani – anche se non risiedono in Italia o non sono iscritti all'AIRE (Anagrafo dei Residenti italiani all'Estero).
Vittoria per i discendenti italiani
Il caso riguardava un cittadino italo-brasiliano di 74 anni, residente a Ponderano, nel nord Italia, che aveva tentato di registrare i certificati di nascita dei suoi due figli adulti.
Nonostante i documenti fossero stati correttamente tradotti e apostillati, la richiesta fu respinta dal Comune, il quale sostenne che, poiché maggiorenni e non ancora riconosciuti come italiani, e poiché non risiedevano in Italia, i bambini non avevano diritto all'iscrizione .
Il cittadino ha presentato ricorso al Tribunale di Biella (RG 2023/1072), difeso dall'avvocato Roberta Fernandes Aveline, sostenendo che il DPR n. 396 del 2000 garantisce il diritto di ogni cittadino italiano all'iscrizione alla nascita dei propri figli, indipendentemente dall'età.
Il tribunale ha acconsentito, stabilendo che la legge italiana non distingue tra figli minorenni e maggiorenni ai fini della registrazione.

La decisione ha ordinato all'ufficiale di stato civile di Ponderano trascrivere gli atti di nascita dei figli del ricorrente, rafforzando il diritto dei cittadini italiani all'iscrizione all'anagrafe dei propri figli, anche se maggiorenni e residenti fuori dall'Italia.
Reginaldo Maia, direttore dell' Beata cittadinanzaUna società di consulenza specializzata nei processi di cittadinanza italiana ha sottolineato l'importanza della decisione: "Stabilisce un precedente giuridico significativo, confermando che il diritto alla cittadinanza italiana non è condizionato all'età dei figli".
E aggiunge: «Ora è più semplice rispondere alla classica domanda: 'Come faccio a spiegare che mio padre è italiano e io no?' Con la nuova decisione il diritto di cittadinanza diventa molto più chiaro e accessibile, riducendo la burocrazia che complicava la vita dei nostri discendenti italiani”.
*Articolo aggiornato il 16/08/2024.





































