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Cittadinanza

Quota di 600 euro in azioni di cittadinanza: l'ANF si oppone

L'associazione chiede l'abolizione della tassa di 600 euro per la cittadinanza italiana, sostenendo che viola i principi costituzionali.

L'ANF sostiene che la nuova tariffa di 600 euro nuoce all'accessibilità alla giustizia per chi chiede il riconoscimento della cittadinanza italiana, soprattutto per chi non può permettersi gli alti costi del processo | Foto: divulgazione
L'ANF sostiene che la nuova tariffa di 600 euro nuoce all'accessibilità alla giustizia per chi chiede il riconoscimento della cittadinanza italiana, soprattutto per chi non può permettersi gli alti costi del processo | Foto: divulgazione

A Associazione Nazionale Forense (ANF) ha presentato questo giovedì (5) un parere formale alla Camera dei Deputati italiana, chiedendo la revoca della articolo 106 do fattura n. 2112/2024, che propone l'introduzione di a tariffa fissa di € 600 per richiedente nei procedimenti relativi al riconoscimento della cittadinanza italiana.

L'Ordine degli avvocati italiani sostiene che il provvedimento impone barriere finanziarie sproporzionate e viola i principi costituzionali, limitando l'accesso alla giustizia per molti cittadini.

La tesi dell'ANF

Nel parere presentato all'a Commissione Bilancio (leggi qui), l'ANF ha sottolineato che l'introduzione della nuova aliquota comprometterebbe la accesso alla giustizia, aumentando significativamente i costi del contenzioso per i privati.

Inoltre, l'associazione ha sottolineato che il sistema attuale fornisce già entrate sufficienti e rispetta le condizioni finanziarie dei cittadini.

A ANF ha richiamato anche le decisioni del Corte Costituzionale Italiana, che si è già pronunciato contro imposte simili che limitano l'esercizio dei diritti fondamentali, e sottolinea che “la proposta penalizzerebbe i cittadini in modo sproporzionato, senza generare vantaggi fiscali significativi”.

La nuova tariffa e le sue implicazioni

O Articolo 106 del disegno di legge propone una modifica del DPR 115/2002, che prevede a tariffa fissa di € 600 per richiedente, anche nei casi con più richiedenti. Attualmente, il valore di “contributo unificato” è da € 518, indipendentemente dal numero delle parti coinvolte.

Secondo l’ANF gli impatti del cambiamento sarebbero:

  • Difficoltà ad accedere alla giustizia: l’aumento dei costi nei processi con più ricorrenti renderebbe difficile per i cittadini a basso reddito esercitare il loro diritto alla difesa.
  • Conflitto con la Costituzione italiana: il provvedimento contraddice il Art. 24 (diritto di difesa) e l Art. 53 (principio di proporzionalità fiscale) della Costituzione.
  • Effetti fiscali limitati: la maggior parte dei richiedenti ne ha diritto Sponsorizzazione con spese statali, che riduce l’impatto finanziario sulle casse pubbliche.

Prossime passi

Il conto, che comprende il Art. 106, sarà discusso in Commissione Bilancio la prossima settimana. Dopo questa fase, nei giorni successivi si svolgerà la votazione in plenaria. 16, 17 o 18 dicembre, secondo il deputato Fabio Porta.

A legge di bilancio deve essere sanzionato da presidente Sergio Mattarella negli ultimi giorni di 2024, prevista per l'approvazione nel Dicembre 30.

Chi è l'ANF

L'Associazione Nazionale Forense (ANF) è una delle principali associazioni di avvocati in Italia e riunisce un gran numero di professionisti, che le conferisce un notevole potere negoziale nei rapporti con il governo, i tribunali e le altre istituzioni.

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