- Aggiornato alle 10:57 -

"Il diritto di cittadinanza per ius sanguinis è un diritto soggettivo perfetto e imprescrittibile, che non dipende dalla discrezionalità amministrativa. La procedura serve solo a riconoscere un diritto già esistente", ha affermato l'avvocato. Corrado Caruso durante l'udienza.
Ha criticato la posizione difensiva dello Stato, secondo cui i discendenti avrebbero solo un'aspettativa giuridica di avviare una procedura amministrativa. "Questa interpretazione equipara impropriamente il riconoscimento della cittadinanza al processo di naturalizzazione, in contrasto con la giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione e della stessa Corte Costituzionale", ha sostenuto.
- Aggiornato alle 10:52 -

«Il diritto alla cittadinanza per ius sanguinis, che nasce con la filiazione, non può trasformarsi in una mera aspettativa condizionata alla tempistica di un protocollo o alla disponibilità di un appuntamento», ha sostenuto l'avvocato. Monica Lis Restanio.
Secondo lei, trattare il riconoscimento in questo modo "annienta l'essenza stessa dello status civitatis e ignora la sua tutela costituzionale".
Secondo lei, per decenni l'amministrazione ha creato ostacoli artificiali che hanno distorto questo principio. I bambini considerati parenti non diretti sono stati sottoposti ad attese di oltre dieci anni solo per ottenere un appuntamento e avviare la procedura di riconoscimento. Sistemi di prenotazione inefficienti, liste d'attesa infinite e costi in costante aumento hanno finito per escludere fino all'ultimo minuto persone che avevano diritto a un riconoscimento legittimo.
- Aggiornato alle 10:19 -
Dopo una sospensione di 1 ora e 6 minuti (sono partiti alle 10:05 e sono tornati) 11h11(da Roma), riprende l'udienza. Il collegio della Corte Costituzionale ha deciso di non accogliere l'intervento presentato da Marco Mellone.

- Aggiornato alle 9:49 -
L'udienza è sospesa mentre il collegio della Corte costituzionale delibera, in camera di consiglio, sull'ammissibilità della richiesta presentata da Marco Mellone.
L'avvocato ha chiesto l'autorizzazione a intervenire nel procedimento, sostenendo che la discussione coinvolge anche uno dei suoi assistiti nel caso di Campobasso, tribunale che ha impugnato l'attuale legge sulla cittadinanza italiana. Secondo Melloni, la questione è recente e non c'è stato tempo per formalizzare la partecipazione entro i termini procedurali.
Secondo fonti vicine al processo, l'iniziativa promossa da Marco Melloni, che ha chiesto di intervenire all'udienza di mercoledì (11), rientra in una strategia legale già articolata.
Nelle ultime due settimane, il team legale ha lavorato per cercare di indirizzare la questione verso un percorso procedurale che evitasse una soluzione di natura essenzialmente politica. La preoccupazione era di impedire che il caso venisse risolto applicando il principio di "Melius re perpensa”che potrebbe aprire la strada a un cambiamento nell'orientamento giuridico.
In questo scenario, secondo il rapporto, la Corte Costituzionale sarebbe propensa a dichiarare inammissibile la questione di legittimità sollevata dal tribunale di Turinio, riconoscendo al contempo la posizione difesa dal governo.
In tale contesto, la strategia adottata aveva un chiaro obiettivo procedurale: cercare di ottenere almeno un'udienza per il caso di Torino, con il procedimento in corso a Mantova. Questa manovra avrebbe consentito di guadagnare tempo in attesa dell'eventuale pubblicazione di nuove decisioni giudiziarie.
Il calcolo ha come obiettivo anche una data specifica del calendario giudiziario italiano: l’udienza prevista per il 14 aprile davanti al giudice Sezioni Unite da Corte di Cassazioneche esaminerà la questione dei bambini nati prima che i loro genitori siano diventati naturalizzati.
Dietro le quinte, l'interpretazione è semplice: si tratta di una strategia procedurale per preservare interpretazioni legali che, secondo gli interessati, l'establishment politico sembra disposto a ignorare.
- Aggiornato alle 9:25 -
L'udienza è stata sospesa per alcuni minuti, mentre il collegio giudicante delibera, in camera di consiglio, sull'ammissibilità della richiesta presentata da Marco Mellone.
L'avvocato ha chiesto l'autorizzazione a intervenire nel procedimento, sostenendo che la questione in esame riguarda anche un suo cliente coinvolto in un procedimento pendente a Campobasso, altro tribunale che ha recentemente impugnato la vigente legge sulla cittadinanza italiana. Secondo Melloni, si tratta di una questione di recente emersione, che gli avrebbe impedito di richiedere formalmente la sua partecipazione entro i termini procedurali previsti.
"Mi permetto di chiedere al Presidente e a questa Eccellentissima Corte di dichiarare ammissibile l'intervento, perché tempestivo, perché i miei assistiti sono titolari di questa personalità giuridica soggettiva e, di fatto, sono parti sostanziali di questo processo costituzionale. Pertanto, essi dovrebbero essere posti sullo stesso piano degli appellanti oggi, e questa difesa sullo stesso piano della difesa che agisce oggi", afferma Marco Mellone.

Aggiornato alle 8:58
L'udienza si è aperta con la lettura di tutti gli atti di istanza da parte di Giovanni Pitruzzella, relatore per il giudizio sul Decreto Tajani sulla cittadinanza.

Poi dovrebbero parlare. (non in quest'ordine):
Avv. Alfonso CELOTTO
Avv. Diego CORAPI
Avv. Monica Lis RESTANIO
Avv. Giovanni CARIDI
Avv. Riccardo DE SIMONE
Avv. Benedetta BALLATORE
Avv. Giovanni Bonato
Viale Corrado Caruso
Avv. Stato: Ilia MASSARELLI
Avv. Stato: Lorenzo D'ASCIA
Aggiornato alle 8:51
Mercoledì 11 marzo la Corte Costituzionale italiana terrà un'udienza sulle nuove norme sulla cittadinanza italiana.
La sessione sarà trasmessa in diretta streaming online. Il pubblico potrà seguirla su Italianismo.





















































Luciano
11 marzo 2026 alle 09:36
ola