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Cittadinanza

Il Senato approva la legge che centralizza le domande di cittadinanza italiana a partire dal 2029.

Comprendere l'approvazione da parte del Senato della revisione dei servizi all'estero che centralizza le domande di cittadinanza italiana e ne stabilisce le scadenze di attuazione.

Dal 2029 in poi, tutti i processi di cittadinanza italiana per discendenza(ius sanguinis) Saranno centralizzati in un unico ufficio in Italia.Il Senato ha approvato mercoledì 14 gennaio 2026 il disegno di legge che ristruttura i servizi per cittadini e imprese all'estero.

Il provvedimento, che fa parte di una manovra di finanza pubblica, ha ricevuto 76 voti favorevoli, 55 contrari e nessuna astensione. Il testo era già stato approvato dalla Camera dei Deputati ed entrerà in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

L'esito della votazione per appello nominale che ha approvato il disegno di legge per la centralizzazione delle domande di cittadinanza italiana all'estero. La proposta ha ricevuto 76 voti favorevoli, 55 contrari e nessuna astensione, con 132 senatori presenti e 131 votanti.
Risultati della votazione per appello nominale che ha approvato il disegno di legge per la centralizzazione delle domande di cittadinanza italiana all'estero. La proposta ha ricevuto 76 voti favorevoli, 55 contrari e nessuna astensione, con 132 senatori presenti e 131 votanti.

Critiche alla centralizzazione

Il deputato eletto dall'estero Fabio Porta, del Partito Democratico, ha votato contro il disegno di legge mentre era ancora in Aula. In una dichiarazione a Italianismo Dopo il voto di mercoledì, Porta ha definito la proposta lesiva dei diritti dei cittadini italiani residenti all'estero.

"Fa parte della strategia del governo quella di eliminare o ridurre gradualmente i nostri diritti", ha affermato.

Il parlamentare ha spiegato che la nuova legge trasferisce tutta la gestione delle domande di cittadinanza dai consolati locali a un dipartimento di Roma, collegato al Ministero degli Affari Esteri.

Secondo lui, la misura rappresenta un ulteriore allontanamento tra il cittadino e il servizio pubblico. "Il rapporto con il consolato è già complicato. Immaginate se ora la domanda di cittadinanza venisse elaborata a Roma", ha affermato.

Una battuta d'arresto nella digitalizzazione

Un altro punto criticato da Porta è il fatto che il progetto preveda la presentazione di tutta la documentazione in formato cartaceo. A suo avviso, questo rappresenta un passo indietro tecnologico.

"Siamo nel 2026, dove tutto è digitalizzato, informatizzato e il progetto prevede che tutto sarà fatto su carta", ha affermato.

Porta ha inoltre messo in guardia dal rischio di perdite, errori e ritardi derivanti da questo modello.

Rischio di calo della qualità del servizio.

Con la centralizzazione, circa 80 dipendenti a Roma saranno responsabili dell'analisi dei processi di tutti i consolati nel mondo. Oggi, ad esempio, il Consolato di San Paolo Conta circa 60 dipendenti dedicati esclusivamente all'area della cittadinanza.

Porta ha sottolineato che questi professionisti conoscono la lingua portoghese e il diritto brasiliano, il che facilita la valutazione dei documenti. "Domani tutto questo dovrà essere fatto da funzionari a Roma. Non sappiamo se conoscono la lingua o la legislazione locale", ha criticato.

Modifiche approvate in Aula

Nonostante abbia respinto il disegno di legge nel suo complesso, Porta ha affermato che il gruppo parlamentare del Partito Democratico è riuscito ad approvare piccole modifiche alla Camera, con l'obiettivo di attenuare i danni.

Tra le novità c'è la possibilità di rilasciare la carta d'identità italiana ai residenti all'estero in qualsiasi comune d'Italia, purché l'interessato sia fisicamente presente.

Un'altra modifica riguarda il termine massimo per il completamento del processo di cittadinanza, che è stato ridotto da quattro a tre anni. Inoltre, l'attuazione della centralizzazione, inizialmente prevista per il 2028, è stata posticipata al 2029.

Anche gli esperti sono contrari.

Nel corso dell'iter legislativo alla Camera dei Deputati sono stati ascoltati diversi enti ed esperti. Tra questi, l'associazione NatitalianiRappresentanti dell'Ordine dei Notai Italiani e studiosi della Pubblica Amministrazione.

Secondo Porta, l'opinione della maggioranza è stata negativa. "Questa non è solo la posizione di alcuni deputati di un particolare partito, ma la posizione di coloro che capiscono di cosa stanno parlando", ha affermato.

Con l'approvazione definitiva del Senato, il disegno di legge diventerà legge dopo la sua pubblicazione ufficiale. Secondo il legislatore, si prevede che la misura possa essere rivista in caso di cambio di leadership al governo alle prossime elezioni.

Cosa cambia con la centralizzazione a Roma?

L'approvazione del progetto di revisione dei servizi all'estero comporta cambiamenti strutturali che vanno oltre il semplice cambio di sede di elaborazione dei dati. Ecco i punti chiave:

Impatto socialeLa tendenza è che il percorso amministrativo (consolare/centralizzato) Diventa più restrittiva, colpendo principalmente coloro che hanno meno risorse per sostenere i costi di un procedimento legale.

Creazione di un corpo specificoLa scadenza triennale (fino al 2029) è stata stabilita per dare tempo allo Stato italiano di strutturare il nuovo ente centralizzato a Roma che gestirà le competenze dei consolati.

Limite d'ordineIl volume dei casi che questo organismo centrale riceverà sarà limitato, in base al numero medio di casi gestiti dai consolati negli ultimi due anni. (2027 e 2028).

Standardizzazione dei criteriSi prevede che la centralizzazione porterà a un'analisi più rigorosa e standardizzata. Questioni come piccoli errori di ortografia o documenti di autodichiarazione, attualmente accettati in alcuni consolati, saranno probabilmente analizzate in modo più restrittivo a Roma.

Assistenza consolareL'obiettivo principale del provvedimento è quello di ridurre il carico di lavoro dei consolati in tutto il mondo, trasferendo la parte amministrativa del riconoscimento della cittadinanza nella capitale italiana.

Percorso legale mantenutoGli esperti indicano che la giudiziarizzazione dei processi (cittadinanza tramite tribunale) Continuerà a essere l'alternativa principale, poiché per molti richiedenti l'ostacolo all'accesso ai consolati rimane invariato.

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