L'Italia si svegliò e il mondo non fu più lo stesso.
La classifica delle migliori pizze del mondo nel 2026, pubblicata da Time Out, ha piazzato New York al primo posto. Sì, la terra del dollaro ha battuto la terra della nonna.
La notizia cadde come una massa che non cresce. Eppure, due pizzerie italiane Sono riusciti a entrare nella top ten.
Dettaglio interessante: La rivista è americana. E quando si parla di pizza, in Italia il giudizio dei palati stranieri è solitamente accolto con cautela.
Scopri la classifica che sta suscitando orgoglio culinario.
10° posto: Bella Brutta, Sydney
Bella Brutta a Sydney apre il menù con una pizza alle vongole.
La base bianca include salsa di pesce, vongole, pepe, prezzemolo e limone. Gli italiani leggono la ricetta in rispettoso silenzio. Molto rispettoso.

9° posto: Baldoria, Madrid
A Madrid, Baldoria si è assicurato il nono posto.
Il Bufala Fest propone pomodori San Marzano, mozzarella di bufala, pomodori confit, parmigiano croccante, pesto di basilico e limone. Un piatto d'autore dello chef napoletano Ciro Cristiano. Almeno qualcuno ne ha portato a casa un pezzettino. il Napoli in Spagna.

8° posto: Kalis, Buenos Aires
Kalis, a Buenos Aires, si piazza all'ottavo posto.
Il ristorante abbraccia lo stile newyorkese, con una crosta sottile e croccante e solo quattro gusti. Una strategia chiara. Meno opzioni, meno discussioni.

7° posto: Civerinos, Edimburgo
Civerinos, a Edimburgo, si è classificato settimo.
La pizza segue lo stile di New Haven, con una crosta più tostata. Presenta un doppio strato di salsa, burrata, salsiccia italiana, salame, rosmarino, pepe nero, prezzemolo e olio all'aglio. Discreta, come una sfilata a Napoli.

6° posto: Little Kitchener's Pizzeria, Johannesburg
A Johannesburg, la Little Kitchener's Pizzeria si è classificata sesta.
L'abbinamento prevede salsa San Marzano, mozzarella fior di latte, salame piccante e miele artigianale speziato. Dolce e piccante. Un dramma degno di una soap opera italiana.

5° posto: Pizza Marumo, Tokyo
Pizza Marumo, a Shibuya, Tokyo, si classifica al quinto posto.
Lo chef Yuki Motokura utilizza un processo di fermentazione di 24 ore. La pizza Umami unisce funghi shiitake, mozzarella, pecorino, sgombro, funghi katsuobushi, alga kombu, cipollotti, semi di sesamo e salsa di soia. La tradizione italiana incontra il Pacifico.

4° classificato: Pizzeria da Attilio, Napoli
La prima donna italiana si piazza al quarto posto.
La Pizzeria da Attilio, a Napoli, mantiene la classica Margherita con pomodoro San Marzano, mozzarella fior di latte di Vico Equense, parmigiano stagionato e basilico. Semplice. Diretto. Non è necessario il passaporto.

3° posto: Short Road Pizza, Londra
Il terzo posto va alla Short Road Pizza di Londra.
Il ristorante rivisita la marinara con salsa di pomodoro, crema all'aglio, chimichurri piccante, burrata e acciughe siciliane. La marinara ha deciso di partecipare a un programma di scambio.

2° posto: 180 Grammi Pizzeria Romana, Roma
La medaglia d'argento è andata a 180 Grammi Pizzeria Romana, a Centocelle, Roma.
La capricciosa prevede pomodoro, mozzarella, carciofi, prosciutto, olive, funghi e un uovo sodo. Roma si è quasi assicurata il titolo. Quasi.

1° posto: Mama's Too, New York
Il primo posto è andato a Mama's Too di New York.
La vincitrice è la Cacio e Pepe. Base bianca, crema al mascarpone, formaggi stagionati, pecorino romano, parmigiano e pepe nero. Una ricetta romana che ha attraversato l'Atlantico ed è tornata con una medaglia d'oro.

La pizza è nata in Italia. Nel 2026, secondo la classifica, il trofeo ha deciso di andare a fare un giro turistico.















































