Nove startup brasiliane partecipano a una missione di innovazione in Italia per stabilire contatti con imprese, università e centri di ricerca. Il programma è iniziato il 2 novembre a Roma e prosegue fino all’11, con attività anche a Rimini, Bologna e Milano.
L’iniziativa, denominata BRAVI 2026 (Brazilian Agrifoodtechs Innovation in Italy), è promossa dalla Fondazione per il sostegno alla ricerca e all’innovazione dell’Espírito Santo (Fapes), con il sostegno di istituzioni brasiliane e italiane.
Delle nove imprese partecipanti, sei provengono dall’Espírito Santo.
L’incontro inaugurale si è svolto presso l’ambasciata del Brasile a Roma, con rappresentanti di governi, istituzioni di ricerca e organizzazioni legate allo sviluppo tecnologico.
Imprese brasiliane cercano partner in Italia
La missione riunisce startup che sviluppano tecnologie per l’agrobusiness e la filiera alimentare, con un focus su innovazione, sostenibilità e produttività.
Le sei imprese dell’Espírito Santo sono BagLog, Farmly, GreenWay, SymbioTech, Vent e CertifiCafé.
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Le prime cinque partecipano con il sostegno del bando BRAVI della Fapes. CertifiCafé occupa un posto nazionale, con risorse provenienti da un altro programma della fondazione, Nova Economia Capixaba.
Il direttore generale della Fapes, Rodrigo Varejão Andreão, ha dichiarato che l’obiettivo è costruire partnership nell’innovazione e nella ricerca applicata, oltre a collegare gli ecosistemi tecnologici dei due Paesi.
La missione fa parte del programma Brazilian Startups Worldwide, dedicato all’internazionalizzazione delle imprese innovative.
La tecnologia brasiliana punta a tracciare l’origine del caffè
Tra i partecipanti c’è CertifiCafé, che sviluppa strumenti digitali per organizzare le informazioni sull’origine e la sostenibilità della produzione di caffè.
In Italia l’impresa ha presentato una soluzione destinata a facilitare il lavoro di produttori, esportatori e importatori che devono raccogliere informazioni per soddisfare i requisiti commerciali e ambientali del mercato europeo.
Secondo la startup, il sistema serve già 6.471 aziende agricole nell’Espírito Santo.
Lo strumento utilizza una metodologia dell’Istituto dell’Espírito Santo per la ricerca, l’assistenza tecnica e l’estensione rurale (Incaper), digitalizzata per sostenere il monitoraggio socioambientale delle aziende.
La tecnologia è inoltre collegata al Regolamento dell’Unione europea sui prodotti a deforestazione zero, noto con l’acronimo EUDR.
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Il regolamento stabilisce requisiti di tracciabilità e dovuta diligenza per determinate merci commercializzate sul mercato europeo, compreso il caffè.
L’utilizzo dello strumento, tuttavia, non garantisce automaticamente che un’operazione commerciale sia conforme a tutte le norme europee.
Italia e Brasile discutono di ricerca congiunta
La missione mira anche ad avvicinare le istituzioni scientifiche brasiliane e italiane.
Tra le organizzazioni coinvolte nei contatti figura il Consiglio nazionale delle ricerche italiano (CNR), una delle principali istituzioni pubbliche di ricerca del Paese.
Silvano Fares, direttore del Dipartimento di scienze bioagroalimentari del CNR, ha sottolineato la possibilità di sviluppare progetti bilaterali di ricerca.
Tra le sfide menzionate figurano i cambiamenti climatici e la necessità di selezionare varietà agricole più adatte alle future condizioni di produzione.
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Oltre alla Fapes, alla missione partecipano istituzioni come il Dipartimento dell’Agricoltura dell’Espírito Santo, la Fondazione Araucária del Paraná e l’associazione Promo Brasile Italia.
L’ambasciata del Brasile a Roma partecipa attraverso il Programma di diplomazia dell’innovazione del ministero degli Esteri.
Quattro città nel programma
L’agenda comprende attività a Roma, Rimini, Bologna e Milano, città con una presenza significativa di imprese, istituzioni di ricerca e iniziative legate all’innovazione.
Gli incontri mirano a stabilire contatti commerciali e scientifici che possano sfociare in future partnership.
Finora, le fonti istituzionali consultate non segnalano la firma di contratti commerciali derivanti dalla missione.
L’iniziativa rappresenta un tentativo di ampliare le relazioni economiche tra Brasile e Italia in un settore che va oltre le esportazioni tradizionali: lo sviluppo di tecnologie applicate all’agricoltura e alla produzione alimentare.