L’italiano Andrea Kimi Antonelli, 20 anni, ha conquistato il suo primo titolo mondiale di Formula 1 domenica 1°, nel Gran Premio del Messico, e ha rivelato di aver cercato ispirazione nel tre volte campione del mondo brasiliano Ayrton Senna durante la stagione.
In un’intervista a Sky, subito dopo aver conquistato il campionato, il pilota della Mercedes ha raccontato di essere tornato a guardare le interviste di Senna per capire come il brasiliano affrontasse le gare e le sfide di una stagione.
“Ayrton sarà sempre una fonte d’ispirazione, non solo come pilota, ma anche come persona. Quest’anno sono tornato a guardare molte delle sue interviste per capire meglio come affrontasse le gare e la stagione nel suo complesso”, ha affermato Antonelli, secondo l’ANSA.
L’ammirazione per il tre volte campione del mondo spiega anche la scelta del numero 12, utilizzato da Senna nelle sue esperienze alla Lotus e alla McLaren. Anche dopo aver conquistato il titolo, l’italiano intende mantenere il numero sulla sua vettura.
“Sarà sempre un punto di riferimento per me e per la mia famiglia”, ha dichiarato.
“Continuerò con il numero 12: è un modo per tenere i piedi per terra, per cercare di ripetere ciò che ho conquistato”, ha aggiunto.
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Omaggio a Senna in Brasile
Il legame di Antonelli con l’idolo brasiliano avrà un nuovo capitolo questa settimana. Dopo aver celebrato il titolo in Messico, l’italiano si recherà a San Paolo, dove ha in programma una visita alla Fondazione Ayrton Senna, accompagnato da Toto Wolff, capo della squadra Mercedes.
L’omaggio avverrà prima del Gran Premio di San Paolo, in programma dal 6 all’8 novembre, all’Autodromo di Interlagos.
L’ammirazione di Antonelli per Senna è di lunga data. Già prima di debuttare in Formula 1, l’italiano aveva spiegato di aver scelto il numero 12, tra gli altri motivi, per la sua identificazione con il tre volte campione del mondo, morto nel 1994, durante il Gran Premio di San Marino, a Imola.
Il titolo pone fine a un digiuno di oltre sette decenni per l’Italia
A 20 anni, Antonelli è diventato il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1, superando il record che apparteneva al tedesco Sebastian Vettel.
Il successo ha inoltre posto fine a un digiuno di oltre sette decenni per l’Italia, che non aveva un proprio rappresentante campione del mondo piloti dai tempi di Alberto Ascari, nel 1953.
La presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, ha celebrato l’impresa sui social network e ha sottolineato il talento, la determinazione e la dedizione del giovane pilota.