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Cittadinanza

Nuova offensiva contro la legge sulla cittadinanza italiana: Campobasso ricorre alla Corte Costituzionale.

Il tribunale di Campobasso mette in discussione la legge sulla cittadinanza italiana e porta la questione alla Corte Costituzionale.

Campobasso mette in discussione la legge sulla cittadinanza e il caso potrebbe influenzare la sentenza della Corte Costituzionale.
Campobasso mette in discussione la legge sulla cittadinanza e il caso potrebbe influenzare la sentenza della Corte Costituzionale.

Il Tribunale ordinario di Campobasso ha sollevato martedì (5) una nuova questione di incostituzionalità avverso la normativa che limita il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza. La sentenza sospende il giudizio di merito su una causa che coinvolge due cittadini brasiliani e rinvia la causa alla Corte Costituzionale.

La norma in questione è l'articolo 3-bis della legge 91/1992, recepito dalla legge 74/2025, che prevede che le domande di cittadinanza per discendenza (jure sanguinis) siano presentate entro il 27 marzo 2025. Il giudice Claudia Carissimi ritiene che la norma limita retroattivamente la cittadinanza per gli individui già nati., il che va contro i principi costituzionali ed europei.

"Decadenza sostanziale di un diritto già acquisito"

Secondo la sentenza, la nuova norma non solo impedisce nuovi riconoscimenti, ma rimuove anche uno status già acquisito per nascita. Sebbene il legislatore definisca la misura come "preclusione all'acquisizione automatica", la Corte afferma che essa costituisce una revoca sostanziale, incompatibile con i principi di ragionevolezza, di tutela del legittimo affidamento e di divieto di privazione arbitraria della cittadinanza.

Il giudice cita, nella sentenza a cui Italianismo ha avuto accesso, la giurisprudenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (SSUU 25318/2022), che ribadisce: la cittadinanza per nascita è uno status permanente e imprescrittibile, che si perde solo per rinuncia volontaria. Il nuovo articolo, tuttavia, ne stabilisce la perdita automatica. ex tunc per coloro che non avevano ancora ottenuto un riconoscimento formale.

Criteri arbitrari e i loro effetti sulla cittadinanza europea.

La Corte contesta inoltre l'utilizzo della data di presentazione della domanda come criterio di esclusione. Secondo la Corte, ciò crea una disparità di trattamento tra persone in situazioni identiche, basata su fattori al di fuori del controllo delle parti interessate, come limitazioni burocratiche o economiche.

Inoltre, la decisione avverte che la perdita automatica della cittadinanza italiana implica anche la perdita della cittadinanza dell'Unione europea, senza alcuna analisi di proporzionalità individuale, violando l'articolo 20 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).

Impatto sul giudizio nazionale

La questione di costituzionalità giunge alla Corte alla vigilia dell'udienza già fissata per l'11 marzo 2026 a Roma. In questa udienza saranno giudicati due ricorsi che contestano anche l'art. 3-bis. provenienti dalle corti di Torino e Mantova.

Con la nuova elevazione, si apre ora la possibilità che il Tribunale rinvii l'udienza al fine di riunire i tre casi in un unico giudizio. Ciò consentirebbe una decisione con efficacia uniforme su tutto il territorio italiano, evitando interpretazioni divergenti tra i tribunali di origine.

Il caso

La causa a Campobasso è stata intentata da FCSC e dalla figlia RCSN, donne brasiliane discendenti dirette di un cittadino italiano nato a Bojano (CB) nel 1881. Le ricorrenti sono rappresentate dall'avvocato Licia Celi. La linea genealogica è stata documentata e il diritto alla cittadinanza, secondo la precedente legislazione, verrebbe riconosciuto senza contestazione.

Il giudice ha ritenuto che la nuova norma interferisca indebitamente con situazioni già consolidate e ha evidenziato una possibile violazione degli articoli 2, 3, 22, 72, 77 e 117 della Costituzione italiana, nonché l'incompatibilità con il diritto europeo.

La Corte costituzionale deciderà se includere il caso di Campobasso nell'udienza di marzo o se fissare una nuova data per l'esame congiunto dei tre casi.

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