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Cittadinanza

Natitaliani discuterà un possibile scioglimento tra difficoltà finanziarie e critiche alla gestione

L’associazione nata per difendere gli italiani all’estero discuterà il proprio scioglimento il 22 ottobre. Un avvocato associato critica la mancanza di dialogo e si chiede perché la sostituzione della dirigenza non rientri tra le alternative.

L’associazione nata per difendere gli italiani all’estero discuterà il proprio scioglimento il 22 ottobre. Un avvocato associato critica la mancanza di dialogo e si chiede perché la sostituzione della dirigenza non rientri tra le alternative.

Natitaliani è nata per difendere i diritti degli italiani all’estero. Ora, a meno di due anni dalla sua fondazione, potrebbe chiudere i battenti. L’associazione ha convocato un’assemblea per il 22 ottobre, quando i soci dovranno discutere una raccolta straordinaria di fondi o lo scioglimento dell’ente.

Ma c’è chi vede nella crisi qualcosa che va oltre la mancanza di denaro. Un avvocato associato a Natitaliani, che ha preferito non essere identificato, mette in discussione il modo in cui il consiglio direttivo prende le decisioni e lamenta che i soci vengano chiamati a partecipare soltanto quando si parla di contributi finanziari.

Bendita Cidadania, analise de cidadania italiana

«Quando si tratta di parlare di soldi, bisogna chiamare tutti. Allora non è come un referendum, dove solo la cricca può fare quello che vuole e al diavolo la volontà degli altri soci», ha dichiarato a Italianismo.

Si riferisce alla campagna per il referendum contro le restrizioni alla cittadinanza italiana, sospesa a settembre dopo una raccolta di firme rimasta molto lontana dall’obiettivo necessario.

Secondo l’avvocato, gli associati non sono stati consultati sulla direzione da dare all’iniziativa. Ora, però, sono chiamati a decidere se versare altro denaro nell’associazione o se accettare di discuterne la chiusura.

«Quando c’è stata la questione del referendum, nessuno ha ricevuto nulla, io non ho ricevuto nulla, insomma. Ora che si deve parlare di soldi, o chiudiamo l’associazione, allora chiamano», ha criticato.

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Il referendum ha avuto scarsa adesione

Natitaliani ha partecipato al tentativo di indire un referendum per abrogare disposizioni della riforma della cittadinanza italiana approvata nel 2025.

La richiesta è stata depositata presso la Corte di cassazione il 16 settembre 2026. La proposta mirava ad abrogare parti dell’articolo 3-bis della legge 91/1992, che ha ristretto il riconoscimento della cittadinanza per discendenza.

La campagna non è riuscita a mobilitare il pubblico atteso.

Bendita Cidadania, analise de cidadania italiana

Il 24 settembre, Italianismo ha mostrato che la raccolta aveva ottenuto soltanto 1.301 firme nei primi cinque giorni. Ne erano necessarie 500 mila.

Quattro giorni dopo, il 28 settembre, il presidente di Natitaliani, Daniel Taddone, ha annunciato la sospensione della mobilitazione.

La spiegazione fornita è stata che molti italiani residenti all’estero incontravano difficoltà nell’accesso al sistema di identità digitale SPID, oltre a problemi con le registrazioni all’Aire e con il codice fiscale.

Taddone ha affermato, in un comunicato riprodotto da Italianismo, che la decisione era stata presa congiuntamente al consiglio direttivo.

È stata proprio la partecipazione degli altri associati a queste decisioni a essere messa in discussione dall’avvocato.

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E perché non cambiare la dirigenza?

La convocazione dell’assemblea, firmata dalla presidenza il 6 ottobre, pone la situazione finanziaria al primo punto dell’ordine del giorno. Le alternative prospettate sono raccogliere risorse straordinarie o sciogliere l’associazione.

Se si deciderà di proseguire, i soci dovranno discutere lo statuto, il ruolo dei consiglieri, nuovi contributi finanziari e un progetto per consentire ai consolati di effettuare direttamente le iscrizioni all’Aire.

È prevista anche una raccolta fondi per lo svolgimento di un congresso.

Ciò che non compare all’ordine del giorno è la possibilità di sostituire l’attuale consiglio direttivo.

L’avvocato si chiede perché la dirigenza presenti lo scioglimento come alternativa senza mettere in discussione la propria permanenza.

«È così: vediamo se riusciamo a trovare i soldi, se non ci riusciamo chiudiamo», ha riassunto.

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A suo giudizio, l’associazione non deve necessariamente cessare di esistere perché l’attuale amministrazione incontra difficoltà. I soci potrebbero anche discutere un cambio di guida.

L’assenza di questa proposta nella convocazione non impedisce di per sé agli associati di cercare un rinnovo della dirigenza, purché siano rispettate le regole dello statuto.

Chi chiede dialogo deve anche ascoltare

La critica richiama l’attenzione per la storia di Natitaliani. Nell’aprile 2025, quando il governo italiano ha approvato il decreto che ha ristretto il riconoscimento della cittadinanza per discendenza, l’associazione ha condannato la mancanza di dialogo con gli italiani all’estero.

All’epoca, come riportato da Italianismo, l’ente ha criticato l’adozione di profonde modifiche legislative senza ascoltare le comunità direttamente interessate.

Ha inoltre organizzato una raccolta fondi per assumere un avvocato costituzionalista e contestare le nuove regole.

Nel maggio di quell’anno, la campagna aveva raccolto 15.568 euro su un obiettivo di 30 mila euro, secondo un articolo di Italianismo.

Ora Natitaliani torna a chiedere risorse, questa volta per la propria sopravvivenza.

L’avvocato ascoltato nell’articolo vi vede un’incoerenza. A suo avviso, un’associazione che chiede partecipazione alle istituzioni italiane dovrebbe applicare lo stesso principio nelle decisioni interne.

La critica proviene da un associato e non consente di affermare che vi sia un’insoddisfazione generalizzata nei confronti della dirigenza. Solleva tuttavia una questione che non compare espressamente nella convocazione: la possibilità di mantenere l’ente operativo con altri dirigenti.

Che cosa sarà deciso il 22 ottobre

L’assemblea si terrà il 22 ottobre, alle 15, ora italiana, in prima convocazione, e alle 15.15, in seconda convocazione, in videoconferenza.

La convocazione non presenta un bilancio finanziario né informa su quale somma sarebbe necessario raccogliere per evitare lo scioglimento.

Non prevede neppure espressamente una votazione sulla permanenza degli attuali dirigenti.

La decisione di sciogliere l’associazione, qualora venga proposta, dovrà rispettare i requisiti previsti dallo statuto.

Per il momento, esiste una convocazione per discutere il futuro di Natitaliani, non una decisione di chiusura.

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