Natitaliani ha annunciato lunedì (28) la sospensione della raccolta di firme per il referendum che mirava ad abrogare alcuni punti della riforma della cittadinanza italiana approvata nel 2025.
La decisione è stata comunicata dal presidente dell’associazione, Daniel Taddone, in un video pubblicato sui social dell’associazione. Secondo lui, Natitaliani ha ricevuto «centinaia di segnalazioni» da italiani residenti all’estero che incontrano difficoltà ad accedere agli strumenti digitali necessari per partecipare all’iniziativa.
Tra i problemi segnalati vi sono difficoltà nell’attivazione dello SPID, discrepanze tra i dati dell’AIRE e le liste elettorali, problemi con il codice fiscale, documenti non riconosciuti dai sistemi e procedure che non consentono l’uso di numeri di telefono stranieri.
«Prima di chiedere ai cittadini di partecipare, dobbiamo essere certi che abbiano realmente la possibilità di farlo», ha affermato Taddone.
L’associazione afferma di voler ora raccogliere prove, testimonianze e segnalazioni per documentare gli ostacoli incontrati dagli italiani all’estero. Non ha precisato quando o se intenda riprendere la raccolta.
La sospensione arriva dopo una scarsa adesione
L’interruzione avviene in un contesto di basso numero di adesioni. Come ha mostrato Italianismo, la campagna aveva raccolto 1.445 firme nei primi nove giorni, pari a circa lo 0,29% delle 500 mila necessarie per portare avanti l’iniziativa.
Nell’annuncio di lunedì, Taddone non ha collegato la sospensione al ritmo della raccolta. La motivazione addotta è stata quella dei problemi di accesso ai servizi digitali.
La proposta di indire il referendum ha però incontrato resistenze anche tra alcuni componenti della comunità italiana all’estero.
La sospensione della raccolta di firme non equivale, di per sé, al ritiro formale della richiesta di referendum presentata alla Corte di cassazione.
Che cosa prevedeva il referendum
La richiesta è stata presentata alla Corte Suprema di Cassazione il 16 settembre e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il giorno successivo.
Il referendum abrogativo non mirava a cancellare l’intera riforma della cittadinanza. Il quesito puntava a eliminare specifiche parti dell’articolo 3-bis della legge 91/1992, introdotto dalla riforma del 2025.
Affinché la proposta potesse procedere, i promotori avrebbero dovuto raccogliere almeno 500 mila firme, oltre a rispettare le altre fasi previste per lo svolgimento di un referendum abrogativo in Italia.
Natitaliani ha sospeso la raccolta meno di due settimane dopo la formalizzazione dell’iniziativa.
Leggi il comunicato integrale:
Caro connazionale, cara connazionale.
Abbiamo deciso di sospendere la raccolta di firme per il referendum sulla cittadinanza. E il motivo è molto più grave di quanto si possa immaginare.
Nelle ultime settimane abbiamo ricevuto centinaia di segnalazioni da italiani residenti all’estero che, semplicemente, non riescono ad accedere agli strumenti digitali necessari per esercitare i propri diritti.
Parliamo di problemi nell’attivazione dello SPID, discrepanze tra i dati dell’AIRE e le liste elettorali, difficoltà nell’ottenere un semplice codice fiscale, documenti non riconosciuti dai sistemi e procedure che non consentono l’utilizzo di numeri di telefono stranieri.
Alla luce delle centinaia di segnalazioni ricevute, insieme al Consiglio direttivo di Natitaliani, ho ritenuto necessario prendere una decisione immediata: sospendere la raccolta di firme per il referendum sulla cittadinanza.
La ragione è semplice. Prima di chiedere ai cittadini di partecipare, dobbiamo essere certi che abbiano realmente la possibilità di farlo. E oggi, per la grande maggioranza degli italiani all’estero, questa possibilità non esiste.
Questa situazione dimostra qualcosa di importante. Il problema non è che gli italiani all’estero abbiano troppo potere politico. Il problema è che, molto spesso, non riescono nemmeno a esercitare i diritti che la Costituzione già riconosce loro.
A partire da oggi, il nostro impegno sarà concentrato nella raccolta di prove, testimonianze e segnalazioni per documentare tutte queste difficoltà e chiedere soluzioni concrete.
Se vivi all’estero e hai avuto problemi con SPID, codice fiscale, AIRE o procedure elettorali, raccontaci la tua esperienza. Ogni segnalazione può aiutarci a trasformare un problema individuale in una battaglia collettiva per la piena tutela dei diritti degli italiani all’estero.
Grazie a tutte le persone che hanno dedicato tempo, impegno ed energie a questa iniziativa. Il vostro contributo dimostra quanto siano forti i legami degli italiani all’estero con il proprio Paese.
Per conoscere nel dettaglio tutte le ragioni della sospensione della raccolta di firme, trovate un comunicato stampa completo nella nostra bio.
Grazie.
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