L’associazione Natitaliani ha deciso di proseguire le proprie attività dopo un’assemblea svoltasi questo giovedì (22), nella quale è stato approvato un contributo straordinario di 50 euro per associato per far fronte alle più urgenti esigenze di cassa.
La riunione si è svolta senza grandi contrasti, nonostante le critiche alla dirigenza e le difficoltà finanziarie che avevano portato la stessa associazione a mettere in discussione il proprio scioglimento.
«È stata una riunione piuttosto tiepida, in realtà», ha riferito un associato che ha partecipato all’incontro virtuale.
La decisione allontana, per il momento, la possibilità di chiusura dell’associazione, ma non risolve definitivamente i suoi problemi finanziari.
Il fallimento del referendum ha preceduto l’assemblea
L’assemblea è stata convocata nel pieno della crisi finanziaria di Natitaliani, poche settimane dopo il tentativo fallito di promuovere un referendum contro le restrizioni alla cittadinanza italiana.
L’iniziativa, presentata alla Corte suprema di cassazione il 16 settembre, mirava ad abrogare disposizioni della riforma della cittadinanza approvata nel 2025.
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La campagna, tuttavia, ha registrato una scarsa adesione. Il 28 settembre, quando Natitaliani ha annunciato la sospensione della raccolta, la piattaforma ufficiale registrava appena 1.476 firme, circa lo 0,3% delle 500 mila necessarie per portare avanti la proposta.
Il presidente dell’associazione, Daniel Taddone, ha attribuito la sospensione alle difficoltà incontrate dagli italiani residenti all’estero nell’accedere ai sistemi digitali di partecipazione, compresi i problemi con l’identità digitale SPID, le registrazioni all’Aire e il codice fiscale.
L’episodio ha inoltre sollevato interrogativi sulla pianificazione della campagna e sulla partecipazione degli associati alle decisioni.
Critiche alla dirigenza e mancanza di risposte
Come ha mostrato Italianismo il 9 ottobre, un avvocato associato, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha criticato la mancata consultazione dei soci sull’iniziativa referendaria.
Ha chiesto perché gli associati non fossero stati chiamati a partecipare a quella decisione, ma siano poi stati convocati per discutere di nuovi contributi finanziari o dello stesso scioglimento dell’associazione.
L’avvocato ha inoltre sostenuto che un’eventuale sostituzione della dirigenza avrebbe dovuto essere presa in considerazione come alternativa alla chiusura dell’associazione.
La convocazione dell’assemblea, firmata il 6 ottobre, prevedeva la discussione della situazione finanziaria, di una raccolta straordinaria e del possibile scioglimento, senza includere espressamente il rinnovo del consiglio direttivo.
Prima della riunione, Italianismo ha inviato alla dirigenza di Natitaliani una serie di domande sulla situazione finanziaria, il rendiconto, le risorse raccolte nelle campagne, la gestione del referendum e la partecipazione degli associati alle decisioni.
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Sono stati inoltre chiesti chiarimenti sui risultati concreti ottenuti dall’associazione e sulla possibilità di rinnovare la dirigenza. L’associazione, tuttavia, ha scelto di non rispondere alle domande.
L’associazione prosegue le attività
Nonostante il clima di logoramento, l’assemblea di questo giovedì si è svolta in un’atmosfera tranquilla e si è conclusa con la decisione di preservare Natitaliani.
Il contributo straordinario di 50 euro per associato è stato approvato come misura d’emergenza per far fronte alle spese più urgenti.
L’associazione, che ha acquisito visibilità durante le discussioni sulle restrizioni al riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza, dovrà ora affrontare la sfida di riequilibrare i conti e garantire le risorse necessarie per proseguire le proprie attività.