Una brasiliana è stata arrestata in Italia, sospettata di aver guidato un sistema che avrebbe consentito il riconoscimento irregolare della cittadinanza italiana a oltre 70 connazionali tra il 2022 e il 2024. Secondo l’indagine, il gruppo chiedeva almeno 5.000 euro per pratica e contava sulla partecipazione di pubblici ufficiali.
La donna è stata fermata il 13 ottobre nella città di Ferrara, nel nord Italia. Il caso è stato reso noto martedì 20 dalle autorità responsabili dell’indagine sulle irregolarità nel comune di Torre del Greco, nella regione di Napoli.
L’identità della brasiliana non è stata resa nota dalle autorità.
Secondo gli investigatori, la donna avrebbe organizzato una rete per agevolare il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza, nota come iure sanguinis, a persone che non soddisfacevano i requisiti di legge.
Il sistema ha operato tra il 2022 e il 2024
Le irregolarità oggetto dell’indagine risalgono al periodo compreso tra il 2022 e il 2024, prima della riforma della normativa italiana sulla cittadinanza per discendenza, approvata nel 2025.
In quel periodo, i discendenti di italiani potevano chiedere il riconoscimento della cittadinanza direttamente ai comuni italiani, purché dimostrassero il diritto per ascendenza e stabilissero la propria residenza effettiva nel Paese.
Secondo gli investigatori, il gruppo utilizzava false dichiarazioni di residenza per far registrare i brasiliani come residenti a Torre del Greco, sebbene non vivessero effettivamente nella città.
L’organizzazione metteva a disposizione immobili usati come alloggi temporanei e indicava indirizzi fittizi ai richiedenti. Tra i luoghi citati nelle cronache dell’indagine figurava un hotel del comune.
Secondo quanto accertato, vi erano inoltre sospetti di insufficienza o irregolarità nella documentazione presentata per dimostrare l’ascendenza italiana richiesta ai fini del riconoscimento.
Nonostante ciò, secondo l’accusa, le procedure venivano concluse in meno di due mesi.
Le autorità non hanno reso note le date dei singoli riconoscimenti oggetto dell’indagine, né hanno comunicato quando sia iniziata l’inchiesta di polizia che ha portato all’arresto.
Tre dipendenti comunali indagati
L’indagine indica il coinvolgimento di almeno tre pubblici ufficiali di Torre del Greco, oltre ad altre persone legate all’amministrazione comunale.
Secondo l’accusa, l’operato dei dipendenti avrebbe consentito di registrare residenze fittizie e di portare avanti le pratiche di cittadinanza senza il rispetto dei requisiti di legge.
Gli investigatori affermano che ogni procedura costava almeno 5.000 euro. Il denaro sarebbe stato successivamente diviso tra i componenti dell’organizzazione.
L’inchiesta ha identificato oltre 70 brasiliani che avrebbero ottenuto la cittadinanza italiana attraverso questo sistema.
L’indagine dovrà ancora chiarire la responsabilità individuale delle persone coinvolte e le conseguenze amministrative per i riconoscimenti ritenuti irregolari.
Brasiliana arrestata dopo il rientro dall’estero
La sospettata è stata rintracciata a Ferrara mentre rientrava in Italia dopo un periodo trascorso all’estero.
L’operazione è stata eseguita dagli agenti di Ferrara, con il supporto del personale del commissariato di Torre del Greco, in esecuzione di un provvedimento giudiziario richiesto nell’ambito dell’indagine condotta dalla Procura di Torre Annunziata.
La brasiliana è indagata con l’ipotesi di associazione per delinquere, corruzione e falsità ideologica in atti pubblici.
Dopo il fermo, è stata trasferita in una struttura speciale per madri con figli piccoli, nella zona di Venezia. La donna è madre di un bambino piccolo, circostanza presa in considerazione nella scelta del luogo di custodia.
L’arresto ha carattere cautelare e non costituisce una condanna.
Che cosa accade alle cittadinanze oggetto dell’indagine?
Il riconoscimento della cittadinanza italiana può essere contestato dalle autorità quando si accerta che è stato concesso sulla base di documenti falsi o in assenza dei requisiti di legge.
Nel caso di Torre del Greco, l’indagine penale segnala possibili irregolarità sia nella prova della residenza sia nella documentazione utilizzata per dimostrare il diritto alla cittadinanza per discendenza.
Ciò, tuttavia, non significa che gli oltre 70 riconoscimenti siano stati automaticamente annullati.
Finora non sono state rese note informazioni su eventuali procedimenti amministrativi di annullamento, né un elenco individuale delle cittadinanze oggetto dell’indagine.
Non vi è inoltre alcuna conferma pubblica della data in cui ciascun riconoscimento sia stato concluso, oltre all’informazione secondo cui il sistema avrebbe operato tra il 2022 e il 2024.
Il caso resta sotto la responsabilità delle autorità giudiziarie italiane.
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