Il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha affermato che la storia del paese è segnata sia dall'emigrazione che dall'immigrazione.
Nel corso di un evento organizzato dal Centro Orientamento Immigrati, in collaborazione con l' Fondazione Franco Verga, tenutosi a Milano, questo lunedì (14), Mattarello ha ricordato che, tra l'Unità d'Italia e il secolo scorso, circa 30 milioni di italiani hanno lasciato il Paese, e attualmente sei milioni vivono ancora all'estero.
Inoltre, ha sottolineato la migrazione interna avvenuta negli anni '1960, quando più di un milione di italiani dal sud si trasferirono al nord, di cui 300 solo a Milano, tra il 1951 e il 1961.
Integrazione attraverso la lingua e la cultura
All'evento, tenutosi a Fondazione Ambrosianeum, Mattarella ha sottolineato anche il ruolo dell'istruzione e della trasmissione della lingua e della cultura italiana come modalità di integrazione degli immigrati che arrivano nel Paese.

L'immigrazione contemporanea
Mattarella si è soffermato anche sui cambiamenti negli attuali flussi migratori. Mentre in passato l’immigrazione nel nord Italia era dominata da cittadini provenienti dal sud del paese, oggi gli immigrati provengono da altri paesi europei, come l’Ucraina, che sta affrontando una guerra devastante, ma anche dai Balcani e da altri continenti.
Citando le parole di don Mapelli ed evocando l'eredità di don Milani, il presidente ha sottolineato che “insegnare la lingua e la cultura italiana ai giovani e agli adulti che arrivano nel nostro Paese è un modo di costruire cittadinanza”.
Con questa osservazione il presidente ha concluso il suo intervento, sottolineando la continua rilevanza dell'immigrazione nella moderna società italiana.







































