La Lombardia, la regione più popolosa d’Italia, contava 1.257.557 residenti stranieri alla fine del 2025, pari al 12,5% della sua popolazione. La percentuale supera la media italiana, pari al 9,4%, secondo il Dossier Statistico Immigrazione 2026, presentato martedì 27 a Milano.
I dati mostrano il peso degli stranieri nell’economia regionale. Rappresentano il 73,3% dei lavoratori domestici e il 23,6% degli addetti all’edilizia.
Il rapporto è stato elaborato dal Centro Studi e Ricerche IDOS, con il sostegno delle organizzazioni sindacali italiane. I dati sulla popolazione residente nel 2025 sono ancora provvisori.
La popolazione straniera cresce del 3% in un anno
Nel 2025 la Lombardia ha registrato 36.037 residenti stranieri in più, con una crescita del 3% rispetto all’anno precedente. Il ritmo è stato doppio rispetto al 2024, quando l’aumento era stato dell’1,5%.
Il rapporto rileva che l’incremento sarebbe stato maggiore senza le 52.558 acquisizioni della cittadinanza italiana registrate nel corso dell’anno. Le persone che ottengono la cittadinanza non rientrano più nelle statistiche dei residenti stranieri.
La Città metropolitana di Milano concentra 499.411 stranieri, quasi il 40% del totale regionale. Essi rappresentano il 15,4% della popolazione dell’area metropolitana.
Le percentuali più basse si registrano nelle province di Sondrio, con il 6,8%, e Como, con l’8,7%.
Secondo i dati del 2024, gli ultimi disponibili per nazionalità, i romeni costituivano la più numerosa comunità straniera della Lombardia, con 168.384 residenti. Seguivano egiziani (110.031), marocchini (86.358), albanesi (82.397) e cinesi (72.510).
Gli stranieri occupano 610 mila posti di lavoro
Nel 2025, circa 610 mila stranieri lavoravano in Lombardia, rappresentando il 13,4% della popolazione occupata della regione.
Le donne costituivano il 39% di questo contingente.
La presenza degli stranieri varia a seconda del settore. Nell’edilizia, rappresentano il 23,6% dei lavoratori. Nel lavoro domestico, che comprende collaboratori domestici e assistenti agli anziani, la quota raggiunge il 73,3%.
Considerando la distribuzione degli stessi lavoratori stranieri, l’11,3% è impiegato nell’edilizia e il 10% nel lavoro domestico.
La disoccupazione tra gli stranieri era del 5,5%, più del doppio del tasso registrato tra gli italiani, pari al 2,5%.
Le differenze emergono anche nel livello delle occupazioni. Mentre il 31,2% degli stranieri svolge attività manuali non qualificate, solo l’11,4% lavora in professioni intellettuali, tecniche e dirigenziali.
Tra gli italiani, quest’ultima percentuale raggiunge il 44,1%.
Lo studio rileva inoltre che il 29,5% dei lavoratori stranieri ricopre mansioni al di sotto delle proprie qualifiche, contro il 23,3% degli italiani.
La domanda di manodopera internazionale rimane elevata. Secondo il sistema Excelsior, le imprese lombarde prevedevano oltre 301 mila assunzioni di lavoratori stranieri nel 2025, pari al 29,2% delle assunzioni programmate nella regione.
Due studenti stranieri su tre sono nati in Italia
La presenza straniera è significativa anche nelle scuole lombarde.
Nell’anno scolastico 2024/2025, la regione contava 236.347 studenti senza cittadinanza italiana, pari al 17,9% degli iscritti.
Di questi, 158.235 erano nati in Italia, pari al 67%.
Il dato mostra che la popolazione scolastica classificata come straniera comprende una quota significativa di bambini e adolescenti nati sul territorio italiano, ma che non possiedono ancora la cittadinanza.
In dieci anni, il numero complessivo degli studenti in Lombardia è diminuito del 6,5%, mentre le iscrizioni di alunni stranieri sono aumentate del 17,2%.
La presenza di studenti senza cittadinanza italiana è maggiore nella scuola primaria, dove rappresentano il 21,2% degli iscritti. Nella scuola secondaria di primo grado, la quota è del 20,1%.
Gli stranieri hanno una popolazione più giovane
Il rapporto evidenzia differenze nella composizione per età di stranieri e italiani.
Tra i residenti stranieri, il 20,1% ha meno di 18 anni, contro il 14,2% degli italiani.
La differenza è ancora più marcata tra gli anziani. Solo il 6,1% degli stranieri ha 65 anni o più, mentre questa fascia d’età rappresenta il 26,8% degli italiani.
L’invecchiamento della popolazione italiana contribuisce a spiegare l’importanza del lavoro straniero nei servizi di assistenza domiciliare e di cura degli anziani.
Per le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL della Lombardia, l’immigrazione costituisce ormai una componente strutturale dell’economia regionale.
I sindacati sottolineano inoltre le sfide legate alle condizioni di lavoro, al riconoscimento delle qualifiche professionali e all’integrazione degli stranieri.
Il rapporto delinea così una realtà in cui la presenza straniera cresce sia nel mercato del lavoro sia nelle scuole, mentre persistono differenze nell’accesso alle professioni qualificate e nei tassi di disoccupazione.
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