Il progetto di cittadinanza italiana illegale ha avuto luogo presso il Ministero dell'Interno
Lunedì (20) le autorità di Roma hanno smantellato un'organizzazione criminale che operava nel processo di ottenimento della cittadinanza italiana. Sei persone sono state arrestate in via cautelare e 19 sono state oggetto di mandati di perquisizione e sequestro emessi dal Tribunale di Roma.
Secondo le indagini, svolte dalla Procura della Repubblica di Roma e dal Servizio Polizia Postale, l'organizzazione criminale avrebbe consegnato cittadinanze italiane a stranieri, prevalentemente di origine egiziana, che non avevano diritto al riconoscimento.
Una delle figure chiave del programma era una dipendente del Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione del Ministero degli Interni italiano, che è stata condannata a quattro anni e 8 mesi di carcere per il suo coinvolgimento nel programma.
Il gruppo ha utilizzato il sistema informatico "Sicitt" del Ministero dell'Interno per produrre documenti di cittadinanza italiana, che sono stati concessi anche a persone con procedimenti giudiziari e condanne pendenti, o che non risiedevano in Italia e non erano in grado di fornire prova di reddito.
Il dipendente ha utilizzato le password del responsabile del Dipartimento per accedere al sistema, correggere “difetti” nelle domande di cittadinanza e, quindi, autorizzare i documenti. Il gruppo ha addebitato mille euro per il processo.
Su richiesta del Ministero dell'Interno italiano, il Presidente Sergio Mattarella ha firmato i primi decreti di revoca della cittadinanza italiana agli stranieri che l'hanno ottenuta illegalmente.
da Agenzia Ansa





































