Hai completato la procedura per la cittadinanza italiana e la tua iscrizione AIRE è scaduta? Affrettati ad aggiornarla perché la multa sarà salata.
Dal 1° gennaio 2024 gli italo-brasiliani residenti fuori dall'Italia rischiano multe di migliaia di euro se non si iscrivono all'AIRE, la Registrazione degli italiani residenti all'estero.
La nuova legge di bilancio introduce obblighi di controllo per i Comuni di ultima residenza, di scambio di informazioni con l' Agenzia delle Entrate per la verifica fiscale e pesanti multe per chi non si registra.
L’imposta di registrazione esiste da decenni, risale a una legge del 1954, ma fino ad ora molti la consideravano una scelta, soprattutto perché le sanzioni per il mancato rispetto erano modeste e raramente applicate.
La nuova normativa di bilancio si rivolge agli italiani residenti all'estero, imponendo sanzioni da 200 a 1000 euro (R$ 1.070 e R$ 5.360) per ogni anno di mancata iscrizione all'AIRE, con il limite massimo di 5 anni soggetti a sanzione.
Le sanzioni verranno applicate per individuo e non per nucleo familiare, compresi i minori. Pertanto, una famiglia di 4 persone che vive in Brasile da più di cinque anni e ha trascurato questa procedura amministrativa potrebbe essere costretta a pagare una multa fino a 20mila euro. circa R $ 107 mila.
Cos'è l'AIRE?
L'AIRE è un'anagrafe gestita dai Comuni in collaborazione con le rappresentanze consolari. L'iscrizione è obbligatoria per chi trasferisce la residenza all'estero, ma molti connazionali la trascurano, alcuni per ignoranza, altri per scopi illeciti, come continuare a pagare l'imposta immobiliare ridotta sulla prima casa o percepire gli assegni familiari.
Molti sono scoraggiati, soprattutto dal timore di perdere l’accesso ai farmaci agevolati, alle cure ospedaliere e ai medici di famiglia in Italia.
Chi dovrebbe iscriversi?
L'AIRE si applica a tutti i cittadini italiani che trasferiscono la residenza all'estero per più di 12 mesi. È importante notare che l'obbligo non decorre dopo 12 mesi, ma dal momento del trasferimento. La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dal trasferimento.
L'obbligo sussiste anche per i cittadini nati all'estero da genitori italiani (anche minorenni) il cui atto di nascita sia stato registrato in Italia, nonché per coloro che hanno acquisito la cittadinanza italiana ma risiedono stabilmente all'estero.
Perché iscriversi?
In primo luogo perché non è solo un diritto, ma anche un dovere dei cittadini italiani residenti all'estero. Inoltre, l'AIRE è un requisito per usufruire di diversi servizi consolari (come il rilascio dei documenti di identità e dello stato civile) e per esercitare il diritto di voto all'estero.
La mancata registrazione può comportare difficoltà nell'utilizzo dei servizi consolari (in particolare nel rinnovo del passaporto), perdita del diritto di voto e difficoltà nel dimostrare la residenza all'estero.
le notizie
Abbiamo già accennato all'aumento delle multe; la vera novità è che, dal 1° gennaio 2024, c’è un maggiore coinvolgimento attivo dei comuni italiani. Ora, non hanno solo la responsabilità di supervisionare, ma ricevono anche un compenso per le sanzioni applicate (“il ricavato delle sanzioni di cui al presente articolo confluisce nel bilancio del comune che ha imposto la sanzione”). Ora hanno un interesse diretto a effettuare i controlli.
È stato inoltre introdotto l'obbligo per le pubbliche amministrazioni, anche straniere, di scambiare informazioni con altri organi dello Stato su elementi rilevanti relativi a connazionali che si presumono effettivamente residenti all'estero.
Spetta al Comune italiano comunicare all'AIRE le iscrizioni (o le cancellazioni automatiche) all'AIRE Agenzia Delle Entrate per accertamenti fiscali relativi ad anni precedenti all'iscrizione (o alla cancellazione), quando ancora ti consideravi formalmente residente in Italia (o, al contrario, godevi di una fittizia residenza estera).
Gli anni a rischio
L'accertamento e l'irrogazione delle sanzioni devono essere notificate, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo all'inosservanza. Ad esempio, chi vive all'estero da più di 5 anni e non si è mai iscritto all'AIRE può essere sanzionato solo per gli ultimi 5 anni.
La domanda di iscrizione deve essere presentata entro 90 giorni dalla data di espatrio. "La sanzione è ridotta, purché non sia stata impugnata e non sia iniziata l'attività ispettiva, ad un decimo del minimo se la dichiarazione è presentata con un ritardo non superiore a 90 giorni."
La Legge di Bilancio non ha effetto retroattivo, pertanto le nuove sanzioni non si applicano a chi è già iscritto all'albo AIRE prima dell'entrata in vigore della nuova legge (30), anche se l'iscrizione è avvenuta dopo l'effettivo trasferimento e sono presenti anni penalizzanti.
Non è chiaro cosa succede a coloro che non si iscrivono e vengono poi “scoperti”. In questo caso, previa verifica, la nuova normativa potrà essere applicata anche in relazione agli anni precedenti l’entrata in vigore della nuova norma (anche se verrà applicata la legge vigente all’epoca dei fatti, se più favorevole). Sarebbe auspicabile un chiarimento).
Ricordiamo infine che non è possibile iscriversi retroattivamente, ma dal 2019 l'iscrizione decorre dal momento in cui viene presentata la richiesta e non dalla comunicazione dell'esito.
E ora, cosa fare?
La raccomandazione è, senza dubbio, quella di registrarsi quanto prima. È importante però evidenziare che tale regolarizzazione non risolve la situazione fiscale, ma solo le inadempienze amministrative e le relative sanzioni.
Con la digitalizzazione in corso e l’obbligo di scambiare informazioni con Agenzia delle Entrate, ora in vigore, la possibilità che l'amministrazione fiscale venga a conoscenza della nostra situazione è notevolmente maggiore.
Se la situazione è particolarmente complessa è consigliabile consultare uno specialista; Le informazioni fornite costituiscono una guida alle novità, ma non costituiscono una consulenza legale. (con informazione da La Repubblica)





















































