La Corte Costituzionale italiana ha ricevuto la quarta domanda In merito al decreto che limita il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza.
La nuova spedizione partì, ancora una volta, da Tribunale Ordinario di Campobasso, che ha sospeso un procedimento e ha trasmesso alla Corte l'analisi di legittimità costituzionale dell'articolo 3-bis della legge 91/1992, inserito dal decreto-legge 36/2025 e convertito nella legge 74/2025.
La decisione è stata emessa il 5 febbraio 2026.
La notizia è stata confermata dall'avvocato Marco Mellone, che rappresenterà i discendenti in uno dei procedimenti davanti alla Corte Costituzionale.
Secondo quanto si legge nella nota, spetterà al presidente del Tribunale decidere se l'udienza, fissata per l'11 marzo 2026, debba essere rinviata per consentire lo svolgimento del giudizio congiunto con le questioni già sollevate dai tribunali di Torino e Mantova.
Sospensione del processo
Il caso riguarda due cittadini brasiliani di origine italiana. La richiesta di riconoscimento della cittadinanza per diritto di sangue (jure sanguinis) è stata presentata dopo l'entrata in vigore della nuova normativa.
Il giudice ha accertato che sussistono seri dubbi sulla compatibilità della norma con la Costituzione italiana e il diritto dell'Unione Europea. Il processo è stato sospeso in attesa della decisione della Corte Costituzionale.
Cosa dice la norma?
L'articolo 3-bis stabilisce che non si considerano acquisiti i cittadini italiani coloro che sono nati all'estero, anche prima dell'entrata in vigore della norma, e che possiedono un'altra cittadinanza, salvo specifici casi previsti dalla legge.
Tra le eccezioni rientrano i casi in cui lo status sia già stato riconosciuto entro il 27 marzo 2025, tramite vie amministrative o giudiziarie, oppure quando sussistono requisiti quali la previa residenza di un genitore in Italia o il possesso esclusivo della cittadinanza italiana da parte di un ascendente di primo o secondo grado.
Secondo la Corte, la norma potrebbe avere effetti retroattivi, colpendo le persone già nate che, secondo la precedente normativa, avrebbero acquisito la cittadinanza per nascita.
Possibile violazione costituzionale
Nella sua decisione, il giudice evidenzia una possibile violazione degli articoli 2, 3, 22, 72, 77 e 117 della Costituzione italiana.
Nel testo si sostiene che la nuova norma potrebbe costituire una revoca sostanziale di un diritto già acquisito, anche se il legislatore la qualifica come "preclusione all'acquisizione automatica".
È stato contestato anche l'utilizzo della data di presentazione della domanda come criterio di esclusione. Secondo la decisione, ciò potrebbe comportare una disparità di trattamento tra persone in situazioni identiche, a causa di fattori al di fuori del controllo delle parti coinvolte.
Impatto europeo
Nella sentenza si sottolinea che la perdita automatica della cittadinanza italiana comporta anche la perdita della cittadinanza dell'Unione Europea.
La Corte menziona una possibile incompatibilità con l'articolo 20 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, sottolineando l'assenza di criteri di valutazione individuale e di proporzionalità.
Udienza programmata
La Corte Costituzionale L'udienza è già fissata per l'11 marzo 2026. per pronunciarsi su questioni simili sollevate da altri tribunali.
Con la nuova memoria di Campobasso, la Corte potrà decidere se riunire i casi in un unico processo o fissare una nuova data per la revisione congiunta.
























































Carlos
12 febbraio 2026 alle 10:26
Speriamo che non ritardi tutto...